Gravi perdite per bar e ristoranti con l’entrata in vigore del super green pass

Sono numeri importanti quelli che registrano i bar e i ristoranti. Si aggirerebbero sui 30 milioni di euro al giorno le perdite. Parte la stretta sui non vaccinati: sarà obbligatorio il super green pass per mangiare nei ristoranti anche all’aperto, per entrare in alberghi, andare a fiere, impianti sci. Sono tante le regole a cui attenersi.

Dal 10 gennaio sono entate in vigore nuove ulteriori regole e restrizioni. Da una parte si trovano i no vax che possono solo andare al lavoro (con il green pass base) e consumare d’asporto e i vaccinati che possono, con tutte le precauzioni del caso, avere accesso ai luoghi della vita sociale per i quali scatta l’uso del super green pass (che si ottiene con il vaccino o con la guarigione), in primis bar, ristoranti, alberghi, piscine, bus, treni, aerei e navi. Da questo dipenderanno i mancati introiti.

La Federazione italiana pubblici esercizi ha infatti stimato che bar e ristoranti perderanno tra i 28 e i 30 milioni di euro al giorno per le mancate colazioni, pranzi e cene. Ecco dove serve il green pass base o rafforzato La Fipe stima che ci sono sempre 46,5 milioni di italiani muniti di green pass e che quindi potranno consumare nei locali e che quindi bar e ristoranti potranno restare aperti e lavorare.

Esaminiamo qualche dato. Considerando la fascia di età tra i 20 e i 69 anni ci sono in Italia 5,3 milioni di persone che non possono consumare in bar e ristoranti, né all’interno né all’aperto. C’è una potenziale mancata domanda di 28-30 milioni di euro al giorno: 3 milioni per la colazione del mattino, 11 milioni per il pranzo al lavoro (panino, piatto caldo, ecc.), e circa 14 milioni per la cena della sera. Le associazioni di categoria sono favorevoli all’obbligo del Super green pass per entrare in bar e ristoranti sia per la consumazione al banco che per quella al tavolo, al chiuso e all’aperto, se serve a evitare nuove chiusure dei locali. L’alternativa a questi provvedimenti sarebbe stata la chiusura delle attività. Per cui, se evitano l’aggravamento della situazione e regole ancora più drastiche, gli esercizi commerciali e i loro titolari le accolgono sperando che possano portare dei risultati nel lungo termine. Insomma guardano al bicchiere mezzo pieno.