Emergenza covid. Nuove misure. Ennesimo decreto

Il 5 gennaio 2021, il Consiglio dei ministri ha varato un decreto-legge che introduce “Misure Urgenti” per fronteggiare l’emergenza COVID-19, “in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole”. 

L’approvazione ha riscontrato l’unanimità del governo. Obiettivo: “tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e di assistenza”.

Obiettivo? Appare più come un alibi. Quali sono le nuove norme? Sintetizziamo le più critiche e contestate.

  • Obbligo di vaccinazione per tutti gli over 50, con il solo parametro dell’età computata al 15 giugno, a partire dal 15 febbraio 2021.  

Sanzione di € 100 per i trasgressori.

  • Obbligo vaccinale, senza limite di età, per tutto il personale, dell’Università, della Scuola, della Sanità, del comparto sicurezza.

Stipendio sospeso per i lavoratori non immunizzati e assenti dal lavoro. Multe fino a € 1500 per chi tenti di accedere al lavoro da non immunizzato.

  • Certificazione obbligatoria per accedere ad ogni tipo di servizio e uso di mascherine FFP2.  

E, nella confusione totale, riaprono le scuole. Dopo 2 anni, siamo daccapo; non se ne esce. Come mai?

Cosa sappiamo su questa pandemia dove ciascuno ha le proprie idee, tendenzialmente preconcette?

Ebbene: il vaccino non uccide il virus; emergono, con impressionante rapida successione, molte varianti del virus che mettono in crisi la validità del vaccino; di questo, dichiarato “sicuro”, non è dato sapere gli eventi avversi a medio/lungo termine; le nuove varianti hanno caratteristiche da semplice influenza; nulla si sa del fatto che il vaccino sia la causa dell’apparire delle varianti; della  copertura vaccinale non si sa nulla di preciso perché è scesa, in pochissimo tempo, da un anno a circa tre mesi; non si sa quante inoculazioni siano necessarie: si intuisce che, per rimanere cittadini, si dovrà vivere in “regime vaccinazione” a vita; la campagna pro vaccinazione è, a dir poco, parossistica; i vaccinati sono contagiabili; i vaccinati sono contagiosi; nelle terapie intensive, mediamente, il 70% sono non vaccinati ma, sorprendentemente, il 30% sono vaccinati; gli ex malati o guariti sono contagiabili e contagiosi; silenzio imbarazzante sul tema “asintomatici”;  i tamponi veloci e antigenici non sono affidabili; i tamponi molecolari sono costosissimi; non si capisce nulla sulle terapie domiciliari: si sa solo che i vip vengono curati con i monoclonali; non esiste percentuale di vaccinazione per immunità di gregge: l’ottimo sarebbe il 100%; e così via.

E, poi, tanti virologi e tecnici che vogliono fare politica senza responsabilità né consenso elettorale.

In questo contesto, i giannizzeri del cosiddetto “mainstream” pretendono di sostenere, a dir loro scientificamente, che non siamo in fase sperimentale. Boh! Valli a capire che tipo di scienza conoscono.

Intanto, semplicemente, osserviamo che se la norma della mascherina FFP2, da noi suggerita insistentemente, con alcuni ripetuti articoli, all’inizio della pandemia, fosse stata adottata allora, avremmo evitato i lock down e le serate cantore dai balconi e dalle finestre di casa e, soprattutto, avremmo contenuto il precipitare del PIL.

D’altra parte, se la trasmissione virale avviene per via aerea, non è logico usare mezzi, indossati correttamente, che impediscano o, almeno, riducano la condivisione dei fluidi? Vai a capire chi è contrario a questa logica!

Allora, c’era qualche dirigente pubblico ed opinion leader che sosteneva che la mascherina era inutile e dannosa; per questo, forse, il dirigente pubblico delegato a preservare la salute del popolo, aveva comprato mascherine fasulle (fuori norma, fuori protocollo, fuori controllo), con grande spreco dei nostri soldi; mandando in guerra, indifesi, molti operatori sanitari osannati, poi, come eroi, ma da morti: null’altro che vittime sacrificate a qualche business.

Quei dirigenti sono ancora lì. E l’opinione pubblica, il popolo dei manifestanti, non è mai sceso in piazza per chiedere ad un governo ignavo o complice di mandarli via, per sempre.

C’è dappertutto, nella pubblica amministrazione centrale e locale, una gran confusione; il caos regna indisturbato mentre la burocrazia è in affanno cercando soluzioni e varando norme che appaiono a casaccio e lesive dei diritti costituzionali e naturali. Il governo è nel pallone e appare in subbuglio.

Sopravvive, ne siamo abituati, l’aplomb decisionistico e tecnico del presidente del consiglio, da ligio dirigente di impresa bancaria: il metodo del “così è stato deciso, così si farà; qualunque cosa accada”.

Il Paese, tuttavia, non è suo ma è dei cittadini. Purtroppo, questa visione non appare che gli appartenga: chissà a quali principi e padroni risponde.

I giannizzeri governativi, imbarazzati, sostengono che nessuno, in tutto il mondo (alibi eccellente e rassicurante!), avrebbe potuto mai immaginare questo tsunami; il governo fa del suo meglio tanto che l’Italia, nella lotta alla pandemia è “prima” al mondo. Chissà che vuol dire questo slogan. Di certo, fa ridere amaramente.

Ma gli stessi giannizzeri tacciono sul fatto che il valore di un politico è quello di saper governare l’anormalità perché la normalità la può governare chiunque.

Fra i giannizzeri si contano gli insopportabili “virologhi” che oramai hanno fatto il loro tempo perdendo ogni credibilità.

Ogni cittadino ha, certamente, un virologo nel letto: merito della TV dei talk show.

Ma questi virologhi, che dovrebbero stare sopra il “microscopio” e nelle corsie” per capire qualcosa di questo virus e delle sue numerose varianti, perché sono stati messi lì a parlare, saccenti, di organizzazione sanitaria o di diffusione pandemica di cui non hanno la minima percezione? Non è roba loro. Niente capiscono di sociale, di diffusione, di organizzazione, di economia, di politica. Abbiamo capito, infine, che i cosiddetti “tecnici” al governo e alla amministrazione sono una disgrazia totale per l’economia reale e la società civile.

In Italia abbiamo bisogno di Politica, quella vera, quella etica: basta con gli scalatori sociali che del Paese se ne fregano vantandosi d’essere politici di passione e di professione.

Tanti sono tifosissimi di calcio, ma non giocano mica: stanno in poltrona.

Per quanto concerne il refrain “al mondo, tutti fanno così”, basti osservare che è tutto il sistema politico “occidentale” che è in crisi conclamata: non ci sono più statisti in circolazione; mentre le poltrone di governo e amministrazione sono occupate da gente avventizia e opportunista che, invece di disegnare un futuro, si attardano sulla frenesia del consenso e sul “poter fare” business.

Per cercare di capire, a due anni dall’inizio della pandemia, il perché si possano promulgare norme così turpi, ignorando lo ius naturalis, la Costituzione, il codice di Norimberga il cui primo punto recita, sui trattamenti sanitari “Il consenso volontario è assolutamente essenziale”, abbiamo effettuato, con non poca fatica perché i dati sono artatamente disseminati in diverse fonti, una ricerca “contabile”.

Essa è descritta nella tabella in fondo all’articolo.

Si nota subito che i vaccinati, con almeno una dose, sono ben 49 mln a fronte di una platea vaccinabile di 57 mln. In non vaccinati sono solo 7,7 mln fra cui oltre 3 mln di giovanissimi fra i 5 e gli 11 anni. Tolti questi, rimangono circa 5 mln di persone. Se poi togliamo ancora quasi 3 mln di popolazione sopra i 70 anni (che certo non dà problemi di mobilità, dinamismo, assembramento) rimangono i “cattivi”, pochi ma sufficienti pe seminare zizzania, quelli che possiamo chiamare no vax, la feccia della società, quelli che un certo atteggiamento da nazista scientifico vorrebbe inviare nei forni crematori sentenziando, dall’alto di una appiccicaticcia cultura scientifica, che sono “untori e assassini”.   

L’unica ragionevole certezza è che, senza immunità di gregge e senza un vaccino realmente immunizzante, saremmo costretti a convivere con il virus: abbiamo visto che basta un infetto per contagiare il mondo! Quindi, è necessario un cambio di strategia nella lotta alla pandemia. Per intanto, però, che se ne vadano tutti a casa: politicanti, giannizzeri, consulenti.

Alle prossime elezioni, se ci saranno, badiamo bene alla “Nuova Politica”, perché ne va del futuro del Paese

Antonio Vox, Presidente Sistema Paese – Economia Reale e Società Civile