Garibaldi è ancora tra noi

Dal giornale on line “Foggia Today” del 16 dicembre apprendiamo che la Edison si appresta ad effettuare rilevanti investimenti in energia verde in provincia di Foggia con pesanti ripercussioni sul paesaggio. Forse per anticipare eventuali opposizioni i signori della Edison si presentano su questo giornale locale dichiarando per bocca del vice presidente esecutivo di una sconosciuta Power Asset Edison -il piemontese Marco Stangalino- che: “Vogliamo accompagnare la Puglia nel percorso di transizione energetica valorizzando le risorse naturali che ne caratterizzano il territorio e portando valore per le comunità”. (sempre da Foggia Today)

Cioè ci stanno facendo un gran favore; quasi che senza di loro perderemmo una enorme possibilità.

La politica nord centrica fin dai tempi di Garibaldi ci ha abituati alla disonestà intellettuale e quindi è istintivo chiederci chi guadagnerà da questo ennesimo sacrificio paesaggistico proposto dai piemontesi. Cosa resterà per noi che abbiamo letto questo programma entusiastico e autoreferenziale? Quale sarebbe il “valore per le comunità”? Nulla: non una bolletta dimezzata; alcuni posti lavoro per poco tempo e altri (ancora più pochi) per la manutenzione; sempre che non si decida di automatizzare …; il paesaggio modificato per sempre che non rivedremo mai più né mai più torneremo in possesso del nostro territorio originario. Cioè il massimo che possiamo aspirare è far fare a qualcuno dei nostri figli i dipendenti di queste società nordiche che in un baleno possono essere vendute a stranieri; come già accaduto.

I quali nordici invece “valorizzando le risorse naturali che ne caratterizzano il territorio” come dichiarano apertamente fanno profitti da capogiro.

Ma il sole e il vento che vediamo sui nostri campi di chi sono? Semplice: basta impiantare una centrale verde e divengono di loro esclusiva pertinenza. Come mai le imprese meridionali sono escluse da questo settore economico, resta un mistero. Come mai le imprese settentrionali sono generosamente finanziate dal sistema bancario italiano (alimentato -ci dicono- da soldi stampati e dal risparmio meridionale) mentre quelle meridionali no, resta un mistero. Come mai la politica tace e le organizzazioni imprenditoriali sono silenti, resta un mistero.

È evidente che il messaggio che questo piemontese preoccupato della valorizzazione del nostro vento e sole ci invia è rivolto alla popolazione forse perché ritengono che le classi dirigenti meridionali hanno un prezzo tutto sommato modesto e quindi non sono un problema; ma le popolazioni possono esserlo.

Cioè questo messaggio che leggiamo su questo giornale di Foggia ci ricorda che la nostra identità e il nostro futuro si giocano nelle piazze dove ogni meridionale deve conquistarselo assieme agli altri meridionali: da noi hanno abolito anche la democrazia rappresentativa.

Canio Trione