Fondo di garanzia a tutela dei correntisti. Le banche battono cassa… ai correntisti

Non mi intendo di banche tanto meno di economia; un amico che, al contrario, (come si dice in gergo) ne capisce, mi ha segnalato un documento inviato dalla Banca Popolare di Puglia e Basilicata ai propri correntisti che sostanzialmente avvisa che sono obbligati a pagare una commissione extra per irrobustire un fondo interbancario destinato a garantire i correntisti stessi in caso di crack della banca.

L’applicazione di tale ulteriore “tassa “ rinverrebbe dalla volontà dello Stato di garantire i risparmiatori che posseggono somme complessive, anche su più conti, inferiori a centomila euro.

Sta di fatto che lo Stato, al momento, non ha predisposto alcuno strumento che possa attuare il lodevole obiettivo poiché risulterebbe in controtendenza alla libera concorrenza pretesa dal mercato europeo.

Immagino che l’addebito della commissione extra non sarà una iniziativa esclusiva della banca citata ma una disposizione del comparto imprenditoriale derivante da un preciso accordo, ovvero lo Stato “avrebbe “ scaricato l’onere della garanzia proprio sulle banche e da queste, a cascata, sui correntisti.

Seguendo questa logica dobbiamo aspettarci che le compagnie assicuratrici ci facciano pagare oltre al premio ordinario somme extra per realizzare un fondo a parte per pagare i danni degli incidenti stradali, del resto è stata resa pubblica la circostanza che il raddoppio dei costi della energia elettrica è dovuto alla necessità di spalmare gli insoluti delle grandi imprese sulle nostre bollette.

Il problema reale quale è. Chi garantisce che anche questi fondi di garanzia non seguano il destino dell’Istituto Bancario, è difficile pensare il contrario.

In tal senso è emblematico in terra di Bari la questione di cassa prestanza, ovvero dei risparmiatori  dipendenti ed ex dipendenti comunali che hanno versato soldi al fondo che è fallito, manifestando un “buco” di tredici milioni di euro scomparsi nel nulla e dei quali il sindaco Decaro non si sente responsabile in alcun modo poiché dice candidamente di non averlo costituito lui.

Così come i dipendenti comunali si sono fidati del proprio datore di lavoratore consentendo di contribuire con estremo sacrificio a realizzare un fondo a garanzia del proprio avvenire e sono rimasti  indignitosamente  buggerati, nello stesso sono trattati i correntisti delle Banche.

Cioè, dopo che il risparmiatore si è fidato della propria banca (sia quando ha comperato le sue azioni sia quando vi ha depositato i propri risparmi) e dopo che è stato tradito da questi dovrebbe fidarsi di un fantomatico fondo che dovrebbe custodire i propri soldi al fine di garantire i propri depositi che vengono da loro ritenuti poco sicuri se affidati alla propria banca.

Immagino il mio compianto amico Franco Sorrentino che incredulo, in presenza di una tale assurdità  concluderebbe  con la sua nota domanda “ma si   può? …certo che si può”.

Siamo quasi a fine anno 2021 e tra i migliori auspici per il prossimo anno confidiamo in un rinsavimento  collettivo di cui se ne sente una diffusa esigenza.

Nino Monterisi – Coordinamento  Regionale Puglia Movimento Politico Culturale  IO SUD-Puglia