Reati contro gli animali in Veneto: i dati del Rapporto Zoomafia 2021

L’analisi dei crimini contro gli animali a livello regionale ci consente di avere un’immagine reale della situazione locale e offre indicazioni preziose e sufficientemente attendibili sull’andamento di tali reati nel nostro Paese. Per quanto di non facile lettura, questi dati possono costituire un elemento di forte valenza per la definizione di strategie di politica criminale. Non solo: analizzando la distribuzione geografica dei reati contro gli animali è possibile fare una mappatura della criminalità, crime mapping. La mappatura, fornendo indicazioni sulla manifestazione del reato nello spazio e nel tempo, consente di ipotizzare in modo attendibile la tendenza futura dei comportamenti criminali analizzati nelle aree interessate e di individuare hotspot nei quali il problema assume caratteri allarmanti. In criminologia, vengono definiti hotspot i punti di concentrazione della criminalità e sono strettamente correlati alla mappatura della criminalità, in quanto indicano quelle che sono le aree in cui il problema è maggiormente presente.

Anche quest’anno i crimini a danno degli animali sono stati passati al setaccio dagli analisti dell’Osservatorio Zoomafia LAV, con la 22ª edizione del Rapporto Zoomafia. Traffico di fauna selvatica, tratta di cuccioli, pesca di frodo, bracconaggio, uccisione di animali, avvelenamenti: sono alcuni dei crimini contro gli animali rilevati in Veneto che emergono dal Rapporto Zoomafia 2021, che analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2020.  Anche l’edizione 2021 del Rapporto Zoomafia, così come le precedenti, ha avuto il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.  

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2020, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali.   

Per il Veneto hanno risposto 5 Procure su 7 (mancano i dati di Venezia e Vicenza). Questo il quadro, in dettaglio: 

Belluno: 13 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animali; 21 procedimenti e 7 indagati per maltrattamento di animali; 1 procedimento a carico di ignoti per uccisione di animali altrui; 3 procedimenti con 2 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 12 procedimenti con 14 indagati per reati venatori. In totale nel 2020 sono stati registrati 50 procedimenti con 23 indagati. Rispetto al 2019, i procedimenti sono diminuiti del -9%, passando da 55 a 50, e il numero degli indagati del -52%, passando da 48 a 23.  

Padova: 31 procedimenti con 3 indagati per uccisione di animali; 39 procedimenti e 7 indagati per maltrattamento di animali; 6 procedimenti con 2 indagati per uccisione di animali altrui; 7 procedimenti con 2 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 16 procedimenti con 14 indagati per reati venatori; 3 procedimenti con 2 indagati per traffico di cuccioli. 

In totale nel 2020 sono stati registrati 102 procedimenti con 30 indagati. Rispetto al 2019, i procedimenti sono diminuiti del -7%, passando da 110 a 102, e il numero degli indagati del -57%, passando da 69 a 30.  

Rovigo: 28 procedimenti con 3 indagati per uccisione di animali; 12 procedimenti e 6 indagati per maltrattamento di animali; 2 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animali altrui; 9 procedimenti con 9 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 9 procedimenti con 10 indagati per reati venatori. In totale nel 2020 sono stati registrati 60 procedimenti con 28 indagati. Rispetto al 2019, i procedimenti sono aumentati del +3%, passando da 58 a 60, mentre il numero degli indagati è diminuito del -24%, passando da 37 a 28.   

Treviso: 62 procedimenti con 3 indagati per uccisione di animali; 23 procedimenti e 11 indagati per maltrattamento di animali; 3 procedimenti con 3 indagati per uccisione di animali altrui; 6 procedimenti con 6 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 30 procedimenti con 30 indagati per reati venatori. In totale nel 2020 sono stati registrati 124 procedimenti con 53 indagati. Rispetto al 2019, i procedimenti sono aumentati del +41%, passando da 88 a 124, e il numero degli indagati del +29%, passando da 41 a 53.  

Venezia: Non sono pervenuti i dati da parte della Procura di Venezia. 

Verona: 71 procedimenti con 3 indagati per uccisione di animali; 31 procedimenti e 19 indagati per maltrattamento di animali; 5 procedimenti con 1 indagato per uccisione di animali altrui; 22 procedimenti con 25 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 25 procedimenti con 26 indagati per reati venatori: 1 procedimento con 5 indagati per traffico di cuccioli. In totale nel 2020 sono stati registrati 155 procedimenti con 79 indagati. Rispetto al 2019, i procedimenti sono diminuiti del -15%, passando da 182 a 155, mentre il numero degli indagati del -8%, passando da 86 a 79.  

Vicenza: Non sono pervenuti i dati da parte della Procura di Vicenza. 

 Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire che nel 2020 sono stati registrati circa 685 fascicoli (circa il 7,41% di quelli nazionali), con un tasso di 13,95 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e circa 300 indagati (circa il 5,67% di quelli nazionali), con un tasso di 6,11 indagati ogni 100.000 abitanti.  

Nel 2020 nell’ambito territoriale di 5 Procure venete su 7 che hanno fornito dati sia per il 2019 che per il 2020, rispetto al 2019, c’è stata una lieve diminuzione pari a -0,4% del numero dei procedimenti penali per reati a danno di animali. Più sostanziale, invece, la diminuzione del numero degli indagati: -24%. 

In Veneto, nel corso degli anni, tra i delitti riscontrati nella nostra ricerca, compaiono i combattimenti tra animali, il traffico di cuccioli, la pesca di frodo organizzata. Suscita particolare attenzione il bracconaggio, tant’è che nel Veneto sono stati individuati due “blackspot”, ovvero zone dove il fenomeno è particolarmente allarmante: le Prealpi e il delta del Po. A questo particolare crimine si accompagna il traffico di fauna selvatica catturata illegalmente e inanellata con falsi sigilli. 

Ciro Troiano