Israele, nuove scoperte archeologiche

Una sinagoga di duemila anni fa è stata scoperta nell’antico insediamento ebraico di Migdal, in Galilea. Come riporta il Jerusalem Post, in un articolo di Rossella Tercatin, si tratta della seconda sinagoga del periodo del Secondo Tempio che viene scoperta nella stessa località, Magdala, menzionata nei Vangeli luogo di nascita di Maria Maddalena. Secondo una dei direttori degli scavi, questa scoperta “getta nuova luce sulla vita sociale e religiosa degli ebrei della zona in quel periodo e attesta che c’era la necessità di un edificio dedicato alla lettura e allo studio della Torà, nonché alle riunioni sociali. Possiamo facilmente immaginare Maria Maddalena e la sua famiglia che vengono in questa sinagoga, insieme ad altri residenti di Migdal, per partecipare a eventi religiosi e comunitari”.  “Il fatto che abbiamo trovato due sinagoghe nella stessa località – spiega Adi Erlich, capo dello Zinman Institute dell’Università di Haifa in una dichiarazione riportata nell’articolo di Tercatin – mostra che gli ebrei del periodo del Secondo Tempio necessitavano di un luogo per incontri religiosi e forse anche sociali, mentre la pietra che con il rilievo della menorà trovata nell’altra sinagoga di Migdal indica che gli ebrei del posto consideravano Gerusalemme come il loro centro religioso, e che le loro attività locali si svolgevano sotto questa centralità”.

Altra scoperta, questa volta riportata da Shalom.it in un articolo a firma di Jacqueline Sermoneta: la Israel Antiquities Authority (IAA) ha comunicato che a Yavne sono stati scoperti dei resti di un edificio di circa 2.000 anni, risalente al periodo del Sinedrio, “l’antica alta corte ebraica, che Rabbi Yohanan ben Zakkai ricostituì dopo l’esilio da Gerusalemme, in seguito alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 e.v.”. Secondo l’articolo, nell’edificio sono stati ritrovati frammenti di recipienti di pietra, prova evidente della presenza degli ebrei, che hanno vissuto e lavorato in quel luogo, mentre a poche decine di metri di distanza dall’edificio è stato trovato un grande cimitero; non si sa se gli individui sepolti fossero ebrei o romani, ma i documenti storici e i reperti archeologi “prevedono la possibilità che si tratti delle tombe della comunità ebraica della città. Se questa ipotesi fosse corretta, alcune delle tombe, forse le più elaborate, potrebbero appartenere ai saggi di Yavne, contemporanei di Rabbi Yohanan ben Zakkai, Rabbi Akiva e Rabbi Gamliel”.

Ma le scoperte non finiscono qui: una fortezza di epoca ellenistica appartenuta ai Seleuciti, distrutta e data alle fiamme dagli Asmonei, è stata portata alla luce da scavi archeologici effettuati dall’Autorità Israeliana per le Antichità. Come riporta un articolo di Ilaria Ester Ramazzotti su mosaico-cem.it, “le rovine erano state scoperte alcuni anni fa nella foresta di Lachish, nella regione di Shephelah, a sud del Paese. Secondo gli archeologi, che dirigono gli scavi ancora in corso e tuttora oggetto di studio, i reperti confermano oggi la storicità delle vicende di Hanukkah. La festività celebra infatti la riconsacrazione del rito ebraico all’interno del Tempio di Gerusalemme a seguito della vittoria dei Maccabei, guidati dalla famiglia degli Asmonei, contro la dinastia dei Seleucidi nel II secolo a.C.”.

Ciro Troiano