Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile

In tempo di rinnovazione e rigenerazione sociale in cui lo scopo è di rimettere al centro la persona umana è un punto di svolta il protocollo siglato il 7 Dicembre dal Governo e dalle parti sociali, integrativo alle disposizioni di legge, che delinea le linee guida per contratti nazionali, territoriali o aziendali in materia di smart working.

Il protocollo fornisce le linee guida del lavoro agile nel settore privato.

Per il Sud, che in tempo di pandemia ha visto ripopolarsi i propri territori di giovani che dal Nord sono rientrati nei loro paesi di origine continuando a lavorare in smart-working o meglio in south-working, tale protocollo rappresenta una vittoria.

Il mezzogiorno è il protagonista attivo dell’affermazione del lavoro agile infatti, grazie alla intraprendenza dei lavoratori meridionali ritornati nella loro terra, molti comuni dalla Basilicata alla Sicilia incentivano chi si trasferisce e lavora in modalità agile.

Seguendo questa ottica è positivo che nell’ambito dell’accordo si stabilisca che il lavoratore è libero di individuare il luogo ove svolgere la prestazione in modalità agile, purché lo stesso abbia caratteristiche tali da consentire condizioni di sicurezza e riservatezza. Il protocollo evidenzia come la contrattazione collettiva possa individuare i luoghi inidonei per motivi di sicurezza personale o protezione, segretezza e riservatezza dei dati.

Questo protocollo è un primo passo verso un ‘organizzazione del lavoro non più piramidale ma orizzontale’ e testimonia che le riforme vanno incentivate dal basso ossia dall’attivismo della comunità civile.

Antonella Cirese