Corse clandestine di cavalli: l’attività di contrasto dei Carabinieri

A metà novembre i Carabinieri della Compagnia di Paternò hanno interrotto una gara clandestina di cavalli a Nicolosi, denunciando 7 pregiudicati per concorso nella commissione dei reati di maltrattamento di animali, di spettacoli o manifestazioni vietate, di divieto di combattimento tra animali e di interruzione di pubblico servizio.

I carabinieri, nel corso di specifica attività investigativa, hanno scoperto che si stava organizzando una gara illegale di cavalli su una pubblica via con la partecipazione di numerose persone e con una posta in palio di 50 mila euro e sono intervenuti prima, impedendo lo svolgimento dell’evento delittuoso, procedendo a disperdere il pubblico e bloccando uno dei due furgoni utilizzati per il trasporto degli animali. È stato sequestrato un cavallo, successivamente affidato in custodia giudiziale al Centro per l’Incremento Ippico per la Sicilia, e sono state elevate sanzioni per quasi 5.000 euro.
Nel prosieguo dell’attività, i militari hanno individuato, a Catania, una stalla con un cavallo, in apparenti buone condizioni di salute, e con diversi farmaci di sospetto uso dopante. L’A.S.P. di Catania ha sottoposto l’animale a blocco ufficiale amministrativo, in attesa dell’esito delle analisi biologiche e farmacologiche.
Tale attività si innesta nell’impegno del Comando Provinciale Carabinieri di Catania proteso alla tutela dei diritti degli animali, contrastando la commissione di reati di maltrattamento e in particolare le corse clandestine di cavalli. Da gennaio sono state 27 le persone denunciate per maltrattamenti di animali dai carabinieri di Catania, che hanno anche interrotto numerose gare clandestine di cavalli.

A gennaio hanno denunciato due persone, padre e figlio, per aver fatto gareggiare un cavallo nelle campagne di Paternò. La successiva perquisizione nella stalla abusiva, sequestrata, ha permesso di rinvenire farmaci dopanti. Durante le operazioni sono stati identificati altri otto partecipanti alla gara clandestina, tutti denunciati, e sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 25.000 euro.
Nel mese di aprile è stato denunciato un pregiudicato catanese per maltrattamento di tre cavalli tenuti all’interno di una stalla abusiva. Gli animali sono stati sequestrati e affidati ad una struttura e sono state elevate anche sanzioni amministrative per quasi 20.000 euro.
Nel mese di giugno sono stati denunciate, sempre dai Carabinieri di Catania, 6 persone accusate di maltrattamento di animali, per aver fatto gareggiare alcuni cavalli in una manifestazione vietata in Camporotondo Etneo (CT).

A settembre scorso, invece, a Catania, sono stati svolti controlli in numerose stalle abusive, prive del codice aziendale, dove venivano tenuti cavalli privi di microchip e dove sono stati rinvenuti anche farmaci senza prescrizione sanitaria o dopanti. I proprietari sono stati denunciati per maltrattamento di animali e sono state elevate sanzioni per oltre 30.000 euro.
Infine, a novembre, nel centro del capoluogo etneo, è stato sottoposto a fermo amministrativo un cavallo, trovato all’interno di una stalla abusiva. Nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti dei farmaci di sospetta natura dopante. Una persona è stata denunciata.
Le corse clandestine di cavalli, in tema di illegalità e controllo del territorio, assumono particolare rilevanza. Si tratta di un’attività criminale lungamente sottovalutata che, insieme alle scommesse illegali, rappresenta una plateale manifestazione del potere della criminalità che si appropria di pezzi del territorio. Eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che pongono in essere un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui Social. Contrastare questo delitto, oltre a salvare animali, si trasforma in antimafia sociale e riconsegna del territorio alla legalità. Per questo le attività investigative poste in essere dai Carabinieri di Catania e Paternò risultano particolarmente significative. Questa è la direzione giusta, questa la strada da seguire.

Come ricorda il Rapporto Zoomafia 2021 della LAV, i numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2020 sono stati registrati 12 interventi delle forze dell’ordine, 10 corse clandestine denunciate, di cui 3 bloccate, 133 persone denunciate di cui 58 arrestate, 48 cavalli sequestrati. dal 1998 al 2020 compreso, sono state denunciate 4039 persone, 1352 cavalli sequestrati e 137 corse e gare clandestine bloccate o denunciate.
Se non si comprende che questa attività criminale, oltre a sottoporre gli animali coinvolti a maltrattamenti e a condizioni di detenzione esasperate, rappresenta un mezzo di riciclaggio di proventi illegali, di controllo sociale e di dominio territoriale, il suo contrasto si limiterà solo, quando ci saranno, ad interventi spot, per nulla risolutivi del problema. Se si vuole vincere per davvero la lotta occorre adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata: solo adottando iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali si attuerà una strategia vincente, altrimenti continueremo con l’ipocrita indignazione fino alla prossima corsa clandestina. Bravi quindi i Carabinieri di Catania e di Paternò.

Ciro Troiano