Ma chi vuole un nuovo partito?

Su Radar SWG della settimana 8 – 14 novembre 2021, è apparso un sondaggio innovativo che capovolge l’abituale e monotono refrain sulla interpretazione della politica italiana.

Vale la pena commentare il sondaggio dopo aver consultato quello di SWG, per TG La7, sulle intenzioni di voto degli italiani, del 22 novembre 2021, qui di seguito esposto:

Si può notare, senza entrare in dettagli, la compattezza dello zoccolo duro del PD, oggi primo partito; la evanescenza dei partiti di Centro Destra; l’affanno del M5S. 

L’area dell’astensionismo (quella di chi non ha risposto alla domanda dei sondaggisti), non riportata nell’immagine, si attesta intorno al 40%.

Non c’è dubbio che questa area, in Italia, ha grande significato in relazione alla labilità della offerta politica sul mercato e denota un diffuso e crescente disagio nella popolazione del nostro Paese, sempre più insoddisfatta delle iniziative legislative per molti versi incomprensibili e dei comportamenti sempre più discutibili che, nemmeno lontanamente, non si riferiscono a concretezza programmatica.  

Ma, consultato l’orientamento di voto, quale sondaggio innovativo ha effettuato Radar SWG?

Il sondaggio ha posto una semplice domanda che qui riportiamo integralmente:

“Ritiene che nel panorama politico italiano ci sia bisogno di un partito completamente nuovo, con leader nuovi e programmi diversi da quelli degli attuali partiti?”

Ci si attenderebbe una risposta tipo “No, per l’amor di Dio; quelli che ci sono bastano ed avanzano!”.

Invece, ben il 41% degli intervistati ritiene che sia necessario un nuovo partito politico in Italia.

Il sondaggio svela che tale richiesta di novità sia collocata trasversalmente in tutte le aree politiche, dalla Sinistra alla Destra, attraversando il Centro.

Non passa inosservato che la percentuale di chi richiede un “nuovo partito”, che certamente significa “nuova politica”, sia equipollente alla dimensione dell’astensionismo, al di là che l’insieme degli intervistati sia lo stesso; ciononostante, qualcosa vorrà dire.

Non entriamo in ulteriori più sofisticati particolari che ci porterebbero lontano; preferiamo focalizzarci su alcuni rilievi interessanti.

Infatti, continuando nella lettura del sondaggio di Radar SWG, scopriamo che, alla domanda:

Cosa dovrebbe caratterizzare questo nuovo partito per attrarre il suo voto?”,

le risposte ricevute appaiono ben imbarazzanti per l’attuale assetto politico:

  • Persone serie e competenti                     44%
  • Programmi e proposte chiari e concreti    39%
  • Una forte tendenza al cambiamento         32%
  • Indipendenza dai poteri forti                   28%
  • Sintonia con la gente comune                 22%
  • Lotta politica senza compromessi            21%

Il totale non è pari al 100% perché erano permesse fino a 3 risposte.

Se ben il 44% del campione ha puntato il dito sulla serietà e competenza, ci vuol poco a dedurre che cosa pensi la gente dei nostri politici.

E se ben il 39% del campione si riferisce alla confusione programmatica, è altrettanto facile intuire che l’azione legislativa è vista come confusionaria, ondivaga, senza meta.

Non a caso noi insistiamo sulla necessità di costruire un Disegno per il Paese, integrato, sinergico, fattibile, necessariamente strategico, di crescita e sviluppo che indichi chiaramente quale sia la vision del Paese futuro che vogliamo. Addirittura, la mancanza di un intellegibile Disegno, non ridotto a banali e ipocriti slogan di convenienza, può essere usato dall’elettore per “misurare” lo spessore della proposta politica.

Sentirsi dire che “il programma politico c’è l’ho, ma non interessa a nessuno” è una affermazione che comincia ad apparire oramai obsoleta e controproducente.

Infine, una carrellata sui temi è obbligatoria: legalità̀ innanzitutto (a dimostrazione di una forte domanda di etica); lotta reale alle diseguaglianze; crescita per tutti e non solo per alcuni; efficienza; lavoro.

Siamo forse all’alba di una rivoluzione?  

Antonio Vox – Sistema Paese – Economia Reale & Società Civile