Francia: nuove norme contro il maltrattamento di animali. Quando in Italia?

In Francia è stata approvata una nuova legge contro gli abusi sugli animali. Un testo che segna la fine programmata degli animali selvatici nei circhi e nei delfinari, il divieto di vendita di cuccioli e gattini nei negozi di animali entro il 2024, nonché la chiusura definitiva degli allevamenti che producono pellicce di animali selvatici.

Queste misure sono attese da decenni da tutti gli attivisti per i diritti degli animali e dalla maggior parte dell’opinione pubblica francese, e seguono anni di campagne da parte delle associazioni.

Oltre alla chiusura immediata dell’ultimo allevamento di visoni usati per farne pellicce, la nuova legge vieta l’istituzione di qualsiasi nuovo allevamento di animali selvatici da pelliccia. Purtroppo, c’è da rammaricarsi che questa decisione non riguardi tutti gli animali ma solo i selvatici e alcuni, come i conigli, potranno ancora essere utilizzati.

Entro cinque anni non saranno più consentiti la detenzione e l’allevamento dei cetacei in cattività, così come la loro partecipazione a spettacoli, un periodo considerato dagli attivisti troppo lungo e un provvedimento contenente eccezioni che rischiano di svuotarlo della sua sostanza. Manca una disposizione sul destino degli animali presenti ora nelle strutture acquatiche e alcuni parchi potrebbero continuare a detenere animali soggetti ad autorizzazioni ministeriali.

Entro 7 anni non saranno più autorizzati su tutto il territorio francese i circhi che detengono, trasportano e costringono a esibirsi animali selvatici. Le nuove acquisizioni di animali e la riproduzione saranno proibiti entro 2 anni.

Un provvedimento che soddisfa le aspettative di tutti gli attivisti è quello del divieto di vendita di cani e gatti nei negozi di animali, misura richiesta da anni dalle associazioni animaliste. Anche la limitazione delle vendite online è stata sancita dalla legge.

Aumentano le pene per atti di crudeltà nei confronti di animali: 3 anni di reclusione e 45.000 euro di multa per abuso grave (rispetto ai 2 anni e 30.000 euro attuali), e 5 anni e 75.000 euro di multa in caso di morte; aumentano anche le pene per abbandono di animale con circostanza aggravante. Infine, un articolo rafforza la lotta all’abuso sessuale di animali, sanzionando d’ora in poi la registrazione, il possesso e la diffusione di immagini zoopornografiche.

Sarebbe ora che anche il nostro Paese adottasse provvedimenti simili. La LAV attraverso la petizione #MISALVICHIPUÒ chiede al Governo e al Parlamento di approvare al più presto l’inasprimento delle pene nella riforma della legge 189. Con la sua Proposta di Legge, la LAV chiede non solo un inasprimento delle pene nei confronti di chi maltratta un animale, ma anche l’introduzione del reato di strage di animali, come nel caso degli avvelenamenti, e l’istituzione di Centri di accoglienza per animali vittime di maltrattamento. Inoltre, chiede che gli animali maltrattati non restino più nelle mani dei loro aguzzini, e che chi possiede animali e li maltratta, sia messo nelle condizioni di non poterne avere più.

Anche per i visoni l’associazione si è mobilitata. Dei 170 allevamenti presenti in Italia nel 1988, oggi ne restano solo 5 e riuscire a farli chiudere è finalmente possibile. Dopo numerose richieste e appelli alle Istituzioni e dopo la scoperta di alcuni visoni positivi al virus SARS-CoV-2 in un allevamento italiano siamo riusciti ad ottenere la chiusura temporanea degli allevamenti fino al 31 dicembre 2021, evitando così la nascita di circa 40mila cuccioli destinati a diventare pellicce. Senza un provvedimento del Governo o del Parlamento dal 1° gennaio 2022 gli allevamenti potranno infatti riaprire e tornare ad uccidere oltre 60.000 animali ogni anno. Per questo motivo la LAV ha lanciato una petizione che si può firmare a questo link https://www.lav.it/visoni/

Ciro Troiano