Bracconaggio ittico: la LAV in audizione alla Camera dei Deputati

La LAV ha partecipato all’audizione sul tema del bracconaggio ittico presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati in merito alla proposta di Legge “Modifiche all’articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne”.

Com’è noto, le acque interne italiane rappresentano un ecosistema ricchissimo di biodiversità, con 53 specie autoctone di cui almeno 23 endemiche o sub-endemiche (cioè tipiche del territorio). Una ricchezza che rischia di sparire velocemente. Secondo la Lista Rossa dei Vertebrati Italiani, infatti, i pesci ossei e le lamprede delle acque interne rappresentano la categoria a maggior rischio di estinzione, con il 52% dei pesci nelle 4 categorie di rischio di estinzione più elevate.

Un pericolo per la fauna ittica viene dalla pesca di frodo, fenomeno ancora perlopiù sconosciuto nella sua pericolosità. In alcune province del Nord, i fiumi sono saccheggiati da bande di predatori umani: pescatori di frodo, quasi tutti stranieri dell’Est Europa, che dispongono di mezzi, barche potenti, furgoni-frigo, reti lunghe centinaia di metri, che occupano le sponde fluviali con ricoveri di fortuna e con bivacchi che deturpano il paesaggio, e che usano, spesso, intimidazioni e minacce nei confronti degli addetti ai controlli. Pescano di tutto e rivendono al mercato nero. Si stima almeno di tre milioni di euro l’anno il giro d’affari. Pescatori “paramilitari” senza scrupoli che fanno uso di elettrostorditori che nascondo lungo le rive, stordiscono il pesce e poi lo recuperano.

Ogni modifica della normativa di settore dovrebbe tenere presente questa particolare situazione di illegalità. L’attuale legge appare non adeguata a contrastare in modo efficace questo fenomeno criminale e a volte diventa farraginosa soprattutto per gli aspetti sanzionatori o collegati all’applicazione di sanzioni accessorie come la confisca.

La LAV ha individuato nella proposta di legge in esame dei punti che possono essere migliorati e per i quali propone appositi emendamenti. La prima considerazione è che nella PDL nulla è previsto in merito allo status giuridico della fauna ittica, la quale, diversamente da quella omeoterma non gode dello status di patrimonio indisponibile dello Stato; stato che porrebbe di fatto la fauna ittica sotto la tutela penale nei casi di appropriazione e cattura illegali.

Uno degli aspetti deboli della normativa in vigore riguarda l’aspetto sanzionatorio, e la LAV propone di prevedere un reato rientrante tra i delitti, in luogo della mera, quanto inefficace, contravvenzione prevista. I delitti, com’è noto, sono quei reati ai quali il nostro ordinamento assegna una maggiore importanza. Essi, infatti, possono essere puniti, ad esempio, a titolo di tentativo, e, ricorrendo il presupposto, è possibile l’applicazione del reato di associazione per delinquere. Si comprende facilmente come questo tipo di reato sia più efficace a contrastare un fenomeno criminale che vede attive vere associazioni per delinquere.

Un altro punto su cui è necessario intervenire è quello riguardante la proposta di modifica relativa al sequestro e alla confisca. Prevedere l’applicazione di tali istituti solo in caso di recidiva significa di fatto rendere impraticabile la loro applicazione. Non avendo la polizia giudiziaria operante a disposizione una banca dati nazionale in merito alla recidiva in tale materia, è di fatto impossibilitata ad operare. Questo è ancora più problematico per quegli organi di polizia locale o di vigilanza che non hanno a disposizione neanche la possibilità di verificare in tempo reale la presenza di altri precedenti a carico della persona fermata, figurarsi quelli amministrativi per violazione alla normativa sulla pesca.

Altro aspetto importante è quello relativo alla vigilanza ittica. La LAV ritiene che tra i soggetti preposti a tale funzione debbano essere inserite anche le guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche nominate dal prefetto ai sensi dell’art. 6 della legge 189/04. Soggetti ai quali, è bene ricordare, la legge assegna funzioni di polizia giudiziaria.

È, infine, considerato opportuno, sempre in un’ottica di miglioramento della normativa, prevedere un’apposita norma che miri al finanziamento delle attività antibracconaggio ittico svolte dal CUFA dei Carabinieri e del budget per le spese di mantenimento e custodia dei mezzi e strumenti sequestrati; a tale scopo, l’invito è a prevedere a carico di chi viola la normativa il pagamento di un’apposita somma di denaro da destinare al fondo per il mantenimento delle spese di custodia.

Ciro Troiano