Lo smart working non va archiviato

Lo smart working è stato usato come risposta emergenziale alla crisi pandemica ed ora, nel settore pubblico, pare che ci sia un’inversione di rotta.

Eppure lo smart working da concessione dovrebbe trasformarsi in una misura ordinaria di lavoro. In tempo di rinnovamento sarebbe un errore archiviare tale forma di lavoro.
Si tratta di studiare, in modo consono, nuove forme di organizzazione dei fattori produttivi dove rendimento e sostenibilità di vita vadano di pari passo.

E’ necessario abbandonare la logica manageriale del controllo e passare alla logica degli obiettivi dove i dipendenti sono soggetti attivi chiamati alla responsabilizzazione, nel rispetto della propria autonomia e instaurando cosi un rapporto di fiducia con l’azienda o l’ente.

La riforma della pubblica amministrazione deve necessariamente passare non solo attraverso la sburocratizzazione ma anche attraverso lo smart working in quanto i bisogni e le esigenze dei lavoratori non possono più essere ignorati se vogliamo percorrere una rigenerazione che rimetta al centro l’uomo e l’ambiente.

Antonella Cirese