La denuncia di una mamma: mio figlio autistico dopo un mix di vaccini

Controversa e abbondantemente dibattuta nell’ultimo decennio, la questione dei vaccini, ulteriormente alimentata dalla pandemia Covid-19, contrappone la salute pubblica da un lato e l’autonomia individuale dall’altro.

La diatriba circa la sicurezza e l’efficacia dei vaccini ha assunto toni da tifoserie calcistiche contrapposte, creando oggi uno spaccato tra pro-vax, chi si affida esclusivamente alla scienza per la prevenzione e la lotta alle malattie, e i no vax che gridando al complotto delle lobby farmaceutiche prendono le distanze ritenendoli dannosi per la salute.

Abbiamo accolto l’appello di una mamma pugliese, che chiameremo Elena, rivoltasi alla nostra redazione per raccontare il dramma che, da tredici lunghi anni, deve fronteggiare con la sua famiglia.

La sua storia prescinde dall’attuale vaccino Covid-19, ma è il grido disperato, l’ennesimo, di un genitore esasperato, che usando tutti i mezzi a propria disposizione, continua a reagire in attesa di far emergere la verità.

E’ il 2008 e suo figlio Antonio (nome di fantasia) oggi ventisettenne, è un adolescente sano e di robusta costituzione. Trascorre le sue giornate come i suoi coetanei, a scuola con gli amici, ama cantare e recitare e inzia ad avere i primi approcci con le ragazzine. Una vita normale, fino a quel momento.

Antonio infatti inizia a perder peso, soffre di anoressia. Mentalmente è spesso assente, ha timori infondati e paure mai provate prima, tipo entrare a scuola, o stare con gli altri ragazzi. Smette anche di cantare e recitare, parla pochissimo. La famiglia è seriamente preoccupata, non lo riconosce.

Inizia dunque l’iter diagnostico per individuare la causa, e visita i migliori medici.
Il primo neurologo lo indirizza allo psichiatra che riconosce un deficit cognitivo con disturbo pervasivo dello sviluppo. In pratica Antonio presenterebbe i medesimi sintomi dell’autismo, e inizia la terapia farmacologica.

Viene affiancato da un educatore privato, che seguendolo molte ore al giorno rivela qualche perplessità alla famiglia circa la diagnosi dell’autismo.

Mamma Elena non si da pace, inizia a studiare il caso di suo figlio e a fare ricerche in autonomia.
Cerca di rivivere i segnali del cambiamento, andando a ritroso nel tempo.
Ricorda che Antonio qualche mese prima aveva fatto il richiamo del vaccino dTpa (Difterite-Tetano-Pertosse) e che proprio in quell’occasione l’operatore sanitario che lo aveva ricevuto, accorgendosi che il ragazzo non aveva completato il ciclo del vaccino MPR (Morbillo Parotite e Rosolia) – pur essendo già immunizzato perchè contratti durante l’infanzia – decide di iniettargli ugualmente anche quello. Sei virus in totale, tutti iniettati nello stesso momento.

Elena si rivolge ad un illustre psichiara ortomolecolare ricercatore sull’autismo, e dalle analisi scopre che suo figlio è pieno di mercurio.

I sospetti di Elena iniziano a darle ragione. E’ convinta che il cambiamento di suo figlio, sia una reazione avversa dei vaccini somministrati.
Anche questo medico però non identifica una correlazione con i vaccini, ma gli propone una dieta per disintossicarsi dal mercurio.

E’ arrabbiata, si sente in colpa per non aver impedito la somministrazione dei vaccini, si è fidata e adesso è sola nel suo dolore ma decide di reagire.

Non si spiega come sia possibile che suo figlio nato e cresciuto sano fino a quell’età possa essere diventato inspiegabilmente oggi autistico.
Lascia il lavoro per dedicarsi completamente ad Antonio, continua a studiare e condivide la sua esperienza con altre persone scoprendo che il caso di suo figlio non è un solo caso sventurato.

Conosce altri ragazzi che hanno avuto conseguenze importanti dopo la somministrazione dei vaccini, con la medesima risposta da parte dei medici interpellati “nessun nesso causale con il vaccino”. Cerca risposte, non si da pace.

Conclusi gli studi Antonio inizia a frequentare un centro rieducativo per l’inserimento sociale. Gli amici scompaiono, e l’intera famiglia lo supporta con attività private tenute da professionisti che continuano a seguirlo.

Antonio oggi sano sotto il profilo cognitivo, più carente sotto quello organico, è cosciente del suo cambiamento e quando capita di vedere foto e vecchi video di lui adolescente, si rifiuta di guardarli rinchiudendosi nel suo mondo.

Elena non si arrende e nel suo cuore di mamma confida in una guarigione totale.

Ogni miglioramento è una conquista per Antonio e i suoi genitori, che restandogli accanto provano da tredici anni a regalargli una vita quanto più normale possibile.

Vincenzo De Marino