I crimini contro gli animali in Liguria, l’analisi del Rapporto Zoomafia

In Liguria nel 2020 sono stati registrati 215 procedimenti penali per crimini contro gli animali (circa il 2,32% di quelli nazionali), con un tasso di 13,74 procedimenti ogni 100.000 abitanti; per un totale di 108 indagati (circa il 2,04% di quelli nazionali), con un tasso di 6,90 indagati ogni 100.000 abitanti. Il dato emerge dal Rapporto Zoomafia 2021della LAV.

Lavoro di analisi criminologica che ha il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto, il Rapporto Zoomafia è alla sua ventiduesima edizione e analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2020.

I crimini contro gli animali assumono diverse forme, hanno origini molteplici e sono plurioffensivi, ma sono altamente sottovalutati nella loro pericolosità. Per questo è importante conoscere e analizzare il loro andamento delittuoso, per meglio adottare misure preventive e repressive.

Il monitoraggio dei dati arrivati dalle Procure relativi ai procedimenti penali sopravvenuti nel 2020, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali, fa emergere per la Liguria il seguente quadro:

Genova: in totale 131 procedimenti e 61 indagati nel 2020. Rispetto al 2019, i fascicoli sono diminuiti del -13% circa, passando da 151 a 131, mentre gli indagati sono diminuiti di circa il -33%, passando da 92 a 61.

Imperia: in totale 47 procedimenti e 35 indagati nel 2020. Non sono disponibili i dati della Procura di Imperia relativi al 2019, pertanto non è possibile un raffronto con il 2020.

La Spezia: in totale 33 procedimenti e 9 indagati nel 2020. Rispetto al 2019, i fascicoli sono diminuiti del -11% circa, passando da 37 a 33, mentre gli indagati sono diminuiti del -57%, passando da 21 a 9.

Savona: in totale 4 procedimenti e 3 indagati nel 2020. Rispetto al 2019, i fascicoli sono diminuiti circa del -56% circa, passando da 9 a 4, mentre il numero degli indagati è invariato, 3.

Per quanto riguarda la Giustizia minorile, nel 2020, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova non sono stati registrati procedimenti per reati a danno di animali.

Nel corso del 2020, l’attività operativa svolta in Liguria dai Carabinieri Forestali, Comandi Carabinieri per la Tutela Forestale, Biodiversità e Parchi, nell’ambito della Tutela della Fauna (randagismo, norme contro il maltrattamento di animali, caccia e fauna, pesca, trasporto di animali, CITES), ha portato, per quanto attiene agli illeciti penali, all’accertamento di 116 reati, alla denuncia di 70 persone e all’esecuzione di 94 sequestri penali. Per quanto riguarda le violazioni amministrative, invece, sono stati accertati 176 illeciti, per un totale di 130.087,38 euro di sanzioni comminate, ed eseguiti 13 sequestri amministrativi.

L’ultima relazione della DIA riporta casi riconducibili ad attività zoomafiose nella regione: “Il medesimo contesto areale è stato marginalmente interessato anche da un’inchiesta della DDA di Palermo denominata ‘Mani in pasta’, condotta dalla Guardia di Finanza nei confronti di esponenti delle famiglie mafiose palermitane dei quartieri dell’Acquasanta e dell’Arenella, da tempo attivi a Milano nel riciclaggio e nel reimpiego degli illeciti proventi in molteplici settori, tra cui quello del gioco e delle scommesse. Elementi del sodalizio si rendevano responsabili del condizionamento fraudolento degli esiti delle gare ippiche che si svolgevano presso l’ippodromo di Villanova d’Albenga (SV), grazie alla compiacenza di vari driver che realizzavano una serie di combine artificiose, per favorirli nelle scommesse”. (Relazione del Ministero dell’Interno al Parlamento sull’ attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, gennaio – giugno 2020).

In Liguria, nel corso degli anni, sono state portate a termine diverse indagini su reati contro gli animali che, in alcuni casi, come quello dei combattimenti tra cani, hanno fatto emergere vere e proprie organizzazioni dedite a tali delitti. Preoccupante anche l’attività venatoria di frodo, perpetrata a danno di specie protette e portata a termine con mezzi vietati, la pesca illegale e il commercio di specie ittiche vietate. Non si devono sottovalutare, però, le forme di maltrattamento di animali comuni, ovvero perpetrate in modo non organizzato, che rappresentano la maggioranza dei casi, che si manifestano, a volte in modo evidente altre in modo subdolo e nascosto, in larghi strati della nostra società. Ribadiamo ancora una volta la necessità di inasprire le sanzioni per i delitti contro gli animali – sbloccando l’esame della nuova Legge, ferma colpevolmente da tantissimi mesi nella Commissione Giustizia del Senato – e di attuare efficaci politiche di prevenzione di tali reati.

Ciro Troiano