Il controllo del globo: software e intelligenza artificiale

Mentre l’attenzione di tutti è concentrata sulla pandemia, vaccini e green pass, a livello mondiale, si sta giocando una partita molto più pericolosa per la Libertà. Una partita basata sulla tecnologia immateriale del software, della intelligenza artificiale e del “Metaverso”.

Una volta si discuteva dell’avvento della civiltà del “Grande Fratello” (GF). Ma non può sfuggire ai più che, quell’era è arrivata; schiavi come siamo di internet, social, carte elettroniche e cellulari.

Certo siamo in una fase primordiale e rozza ma è impressionante questa accelerazione basata su grandi piattaforme digitali hardware come computer, supercomputer e batterie di server.

Una volta l’informatizzazione, della Pubblica Amministrazione e dell’impresa, era benvenuta perché era al servizio dell’uomo. Oggi, la prospettiva è, invece, il controllo dell’uomo e delle sue attività.  

Gli esempi di questa accelerazione sono numerosissimi e sembrano slegati.

Fra le tante iniziative che destano curiosità informativa, alla quale, tuttavia, si accompagna una certa sensazione di disagio, ne scegliamo alcune in Cina, USA, Italia; senza tuttavia dimenticare quello che dovrebbe essere il tessuto connettivo: il 5G.

Cina. Alla Huawei, perché accusata di spionaggio dagli Usa di Trump e sanzionata, fu impedito di usare il “sistema globale Google” e in particolare il Google Mobile Services, che controlla funzioni essenziali come notifiche, sicurezza, localizzazione.

Il software Android, quello degli smartphone, usato da Huawei, privato delle “app” Google, ha ridotto l’azienda cinese dal 20% del mercato globale (2020) all’attuale 4%.

È successo che Huawei ha reagito accelerando la realizzazione di “Harmony OS”, già ora installato su oltre 120 milioni di dispositivi, che consente di connettere dispositivi anche diversissimi, come gli apparati tecnologici elettrici di casa e molto altro ancora. Un software flessibile, pervasivo, di altissima connettività, indipendente dall’hardware, generato integrando Android con un kernel, di nuovissima generazione e di altissima qualità, in sostituzione delle applicazioni Google. Siamo oltre il semplice GF, siamo nell’era del GF.2, della cosiddetta I.O.T (Internet of Things), dove “Thing”, la “cosa”, è anche l’uomo.

Huawei punta a 1,2 mld di dispositivi nel 2022.

Nel 2023 cosa accadrà? Una pandemia.

USA. Sull’altro fronte, quello occidentale, Mark Zuckerberg, al centro di una bufera legale per non aver ben controllato i post sulla sua piattaforma, ha appena annunciato la trasformazione della sua società “Facebook” in “Meta”. Perché Meta? Perché la sua strategia è centrata sul “Metaverso” che è la emergente filosofia del pensiero moderno per una società futura di tutti uguali. Non definiamo cosa sia Metaverso: ci riferiamo, più semplicemente, al film Matrix. Lì c’era una realtà, parallela a quella reale ma non meno veritiera, fatta di software, nella quale, rimanendo fisicamente a casa, si poteva vivere con un proprio “avatar” insieme ad altri “avatar”, nella interconnessione fornita da Internet.

Quindi: “Metaverse” è realtà virtuale, condivisa tramite internet, accessibile attraverso il proprio avatar.

Ma non è un gioco: l’annuncio di Zuckerberg ha carattere commerciale!

Ma cosa consente di fare Metaverse? Intanto si può costruire un proprio avatar dotandolo di una identità che non necessariamente coincida con la propria.

Questa nuova dimensione porta ad affrontare il tema fondamentale dello sviluppo umano, l’identità: si sta, dunque, parlando di veri e propri stati di coscienza in divenire, di sostituzione e annichilimento della identità reale, di dissociazione della psiche.

Sembra incredibile! Ma il primo passo è “Horizon Home”, addirittura commerciale, dove sarà possibile invitare gli avatar degli amici o di chiunque altro, in un mondo integrato con il World Wide Web.

Il prossimo passo sarà l’innesco di una vita alternativa fatta delle usuali dinamiche sociali: dalla economia, alla politica monetaria, dalla proprietà fisica a quella intellettuale, dalla privacy ai doveri di cittadinanza, dall’Entertainment al turismo, dalla Formazione e istruzione all’Arte, Teatro, Architettura e Design; dalle Scienze sociali al marketing e comunicazione; etc.

Una vita parallela che annebbia le identità reali ormai senza più mordente ed esperienza: il viatico verso la società-gregge.

Unica ancora di salvezza, per ora, è la incompletezza del progetto: cosa fare dei corpi dimenticati a casa?

Italia. L’Italia di Mario Draghi accelera sull’Intelligenza artificiale. Sembra che il Presidente del Consiglio sia ossessionato dalla Intelligenza Artificiale.

La strategia, in un documento di 27 pagine, è già stata approvata in una riunione del Comitato interministeriale per la Transizione digitale (formato da Mitd, Mise e Miur). Draghi ha detto alla Camera: “la strategia costituirà “il quadro per migliorare il posizionamento competitivo del Paese”.

La strategia ha l’obiettivo di costituire “una vibrante comunità di ricerca nell’IA”, che deve eccellere in campi come il Machine/Deep Learning, il Data mining, l’analisi dei Big Data, sarà sostenuta da Cnr, dalla Fondazione Bruno Kessler, dall’Istituto italiano di tecnologia (Iit), dal centro Hpf (High performance computing) di Cineca e Infn.

Certo bisogna concedere che il progetto è ben costruito.

Attrarre “cervelli in fuga” e talenti esteri; promuovere la diffusione, evitandone la frammentazione,  di laboratori di ricerca grazie  al finanziamento integrato pubblico-privato; stimolare la capacità creativa nel settore dei brevetti; interessare i settori manifatturiero, bancario-finanziario e assicurativo; affiancare e ampliare l’area della ricerca; competere a livello europeo e internazionale con i player mondiali Stati Uniti e Cina; stimolare l’innovazione in tutti i settori; diventare leader del “Piano coordinato europeo sull’IA.  

La strategia si erge come forte impulso di ricerca e lavoro di qualità che coinvolge, obbligatoriamente, l’istruzione, la formazione, le accademie, l’Università.

Il Next Generation EU è l’occasione propizia.

Non c’è che dire: una strategia, fatta bene, da gente professionista.

Quello che tuttavia lascia perplessi è l’indirizzo principale: “La Pubblica Amministrazione governerà con la IA e governerà la IA”.

Sappiamo molto bene cosa sia la Pubblica Amministrazione, associata al sistema bancario/finanziario: essa vive di burocrazia sempre più autoreferenziale, folle consumatrice dell’ossigeno della libertà, centro di controllo della società civile e della economia reale, cinico killer delle identità e delle dignità; principale ostacolo allo sviluppo e alla crescita.

È facile che la strategia si rivolga contro l’uomo mentre sarebbe auspicabile che essa sia “centrata sull’uomo, affidabile e sostenibile” e sui “diritti umani”. Poiché l’era del Grande Fratello è iniziata, ci vuole poco che esso si armi di IA. Sarà in grado il barlume di politica di cui l’Italia dispone di governare la strategia senza lasciarla in mano a burocrati e tecnici?

In tal caso la deriva è certa e il green pass costituirà una reliquia del passato.

Antonio Vox, Presidente di Sistema Paese – Economia Reale e Società Civile