La forza di sopportare gli insulti. Riflessioni

Osanna ed apologia dell’ipocrisia, parole vuote che uniscono al danno la beffa. L’uomo ha crocifisso Gesù Cristo ed il suo massimo esponente sulla terra lo oltraggia, lo insulta e lo beffeggia, pontificando le miserie ed i soprusi scellerati disinvoltamente compiuti. Così sembra a molti.

Don Tonino Bello se fosse vissuto oggi avrebbe tuonato e strillato denunziando questa narcosi collettiva originata da scelte folli e sconsiderate di chi si arroga il diritto di decidere le sorti dell’umanità, quale assurdo abominio, oltre ogni immaginazione. Gesù Cristo di fatto è in ogni povero Cristo che sta sopportando e subendo inconsapevolmente quanto i potenti dispongono per lui, considerandolo più cosa che persona, più strumento che soggetto, è travolto da scelte che altri uomini fanno dispoticamente. Tanta malvagità, oltre ogni immaginazione, pare irreale, ma tutto questo sembra non conosca limiti.

Ed ora? Lacrime di coccodrillo, quanta ipocrisia e perversione. Ogni popolo merita il regime che riesce a sopportare, se la pazienza è la virtù dei forti, il coraggio e la dignità consentono a ciascuno di tutelare e difendere la propria libertà, non insultando ma intraprendendo ogni indispensabile iniziativa. Il buon Pastore, pasce le sue pecore, ma la Natura è Madre e Padre, non è buona e neanche cattiva, è magnanima, da più di quanto si merita, è prodiga, rimedia a tutto ed alle scelleratezze dell’umanità che comunque tutto aggiusta, intanto la Specie si evolve scevra da ogni condizionamento
Queste riflessioni non indispensabilmente possono essere condivise perché relativamente ermetiche.

Massimiliano Sassoli