Dopo 40 anni la Corte Costituzionale stabilisce che anche i militari possono iscriversi ai sindacati

Dopo quasi 40 anni la Corte Costituzionale ha sentenziato che anche i militari possono iscriversi ad associazioni sindacali, poichè è stata dichiarata l’incostituzionalità dell’art.1475, secondo comma del D.Lgv n.66/2010.

E’ stata finalmente colmata la grave lacuna tra i militari italiani e il resto dei lavoratori. Ma la strada è tutta in salita. Il mondo militare verte su due binari: chi comanda e chi è comandato. Sembrerà una banalità ma così non è. La linea rossa non è affatto sottile, anzi. Chi comanda non molla e chi è comandato brancola nel buio.

Ad esempio non è possibile che un appuntato dei Carabinieri eletto democraticamente nel sindacato possa sedere al tavolo di un ufficiale superiore per concertare l’orario di lavoro. O almeno lo è solo in linea teorica. Tuttavia a tutt’oggi non esiste una legge che dia lo spazio democratico a chi vorrebbe organizzarsi come associazione sindacale; esiste però un DDL (DDL Corda – Aresta) licenziato dalla Camera e in attesa di essere discussa in Senato, è la n.1893, ma francamente è molto osteggiata.

Ma qualcosa si muove. Sono nate diverse sigle sindacali militari ma guarda caso gli iscritti sono quasi tutti appartenenti alle categorie dei “comandati”. La materia è controversa non v’è dubbio e, di più, la politica è divisa nettamente: da una parte il centro sinistra, che sostiene il DDL Corda-Aresta, dall’altra il centro destra che non vede di buon occhio il sindacalista militare.

Usi obbedir tacendo e tacendo morir ma almeno non facciamoli sentire cittadini di serie B.

Franco Marella