L’inciviltà dell’intolleranza

Luciano Canfora, autorevole intellettuale di riferimento della sinistra italiana, ha recentemente affermato in una trasmissione televisiva assai seguita ci sarebbe in Italia un nuovo fascismo “rappresentato da quelle forze politiche che chiudono i porti e vogliono buttare a mare i migranti. Queste frasi  hanno destato un mesto sconforto in un suo collega come me, già allievo di suo padre Fabrizio Canfora. Un sentimento mesto perché le sue affermazioni mi fanno rimpiangere gli insegnamenti di quel professore Canfora, che è stato il primo dei miei maestri all’allora glorioso liceo “Flacco” come veniva chiamato in quegli anni. L’insegnamento della ricerca rigorosa della verità storica e del principio della tolleranza, cioè del rispetto delle opinioni diverse dalle proprie, come essenza della democrazia.

Introdurre la categoria del “nuovo fascismo” e includervi posizioni espresse da forze politiche legittimate da milioni di voti dei cittadini significa ritornare alla tradizione dell’intolleranza totalitaria del comunismo più deteriore, che non è quello che io ho incontrato sui banchi del liceo, tant’è vero che pur militando come democristiano non sono mai stato anticomunista.                                                                                              

Oggi però è assai grave l’esasperazione del confronto politico in atto nel nostro paese con una sinistra che va facendosi sempre più intollerante e dogmatica e sempre più propensa a definire inaccettabili, illegittime e quindi a criminalizzare tutte le posizioni politiche frontalmente divergenti dalle proprie, ammantandosi per altro in qualche caso di titoli accademici stranieri totalmente inesistenti.                             

In questo momento è assai grave l’assenza di un confronto politico che per quanto serrato, rimanga misurato e rispettoso della libertà di opinioni, come richiesto da ogni sistema democratico. Un confronto che oltre a criminalizzare alcune posizioni politiche divergenti assimilandole al fascismo, arriva anche a legittimare la denigrazione personale degli avversari politici, con un deprecabile salto nell’inciviltà. 

Di fronte a tutto questo piuttosto che di fronte ad un “nuovo fascismo” si avverte il grave rischio di doversi confrontare con un “nuovo comunismo”, che adotta proprio quell’intolleranza che caratterizzava il “vecchio” fascismo.

Canio Trione