Il “caso Craxi” in un recente documentario Sky

Su indicazione di un amico, ho assistito alla programmazione su Sky on demand (dove è ancora visibile) di un documentario su Bettino Craxi, fondato su testimonianze di personaggi che hanno ruotato intorno a quel leader politico; certamente, almeno in grande parte, sincere, ma inevitabilmente fuorviate dalla “storia” sui fatti raccontata negli anni a tutti gli Italiani.

Quando, infatti, si dice che “la storia degli uomini è sempre scritta dai vincitori”, con l’accusa implicita agli storiografi, ai giornalisti, agli accademici, di essere costantemente corrotti dal potere vincente, si dice cosa non molto lontana dal vero.

La sudditanza del vero pensiero speculativo dal contributo taroccato  del sistema mass-mediatico di tipo tradizionale (id est: stampa radiotelevisione, pubblica e privata) e del paludato mondo dei luminari è indubbia.

Assistendo a tale trasmissione, è naturale chiedersi ciò che solo pochi italiani si sono chiesti: perché in un Paese corrotto fino al midollo per la presenza, a tutti nota, di partiti politici ingordi di quattrini di varia provenienza (Stati Uniti d’America, URSS, mafie di varia localizzazione e denominazione, “tangenti” per attività amministrative, cosiddetti voti di scambio per favori illeciti e così via) l’unica forza politica a essere colpita (sino al punto di determinarne la sostanziale scomparsa dalla scena politica italiana) sia stata quella socialista.

A darmi una risposta abbastanza persuasiva a tale domanda è stata  la ricezione  di un carteggio contenente la trama (con soggetto, trattamento e sceneggiatura) di un serial televisivo relativo alla vicenda di Craxi.

Devo aggiungere che il mondo delle immagini animate sonore, per lungo tempo, minato dalla presenza delle major nel cinema (e, quindi in buona sostanza nelle mani della finanza ebraica che controllava con regole ben precise la produzione dei film, curandone anche la distribuzione) e dalla presenza di una televisione (almeno quella europea) in mano pubblica (quindi molto condizionabile), oggi offre un panorama notevolmente  schiarito dalla produzione di serial diffusi via internet su piattaforme  digitali che consentono ampia libertà di espressione.

Lo sceneggiato del lettore mi è sembrato particolarmente interessante, perché tenta, per la prima volta, di individuare i veri “mandanti” oltre ai ben moti “esecutori” del fatto.

Nel “serial” progettato si sostiene che  le motivazioni “impressive” escogitate da pennivendoli in mala fede o di verosimile stupidità hanno mirato a colpire la fantasia della gente per distoglierne lo sguardo dalla ipotizzabile verità.

Probabilmente, a suo giudizio, l’episodio di Sigonella con la ventilata arrabbiatura di Ronald  Reagan è stato posto al centro dell’attenzione popolare, per nascondere i veri responsabili della “mala-politica” occidentale che, come sempre, sono, secondo l’opinione di persone non sprovvedute, il Pentagono e gli altri componenti del Deep State statunitense.

Ora, considerando che una “mobilitazione generale” con il coinvolgimento di molti apparati pubblici italiani non è cosa di poco conto neppure nella sgangherata e corrotta vita politica italiana, è giocoforza pensare che a volere la fine politica di Craxi sia stato proprio quel vero, occulto potere che condiziona tutte le scelte occidentali: centrali e potentati finanziari, sistema bancario, Deep State statunitense, Tecnocrazia dell’Unione Europea.

Dal “venticello” del Pio Albergo Trivulzio, infatti, si è arrivati, con la cooperazione di molti personaggi di rilievo pubblico, al “colpo di cannone” per abbattere un leader politico di riconosciuta bravura (cui pure erano stati attribuiti da molte parti, i meriti di indubbi successi politici interni e internazionali), lasciato  per giunta morire in terra straniera  e non in Italia; Paese noto, paradossalmente, per la “libera uscita” concessa, senza eccessive titubanze, anche a criminali di grosso calibro.

La trama dell’amico sceneggiatore che riproduco per i miei lettori è questa:

In una loggia massonica newyorchese (e contemporaneamente in altre sedi segrete vicine anche ad ambienti cattolici) si discute, verso la fine degli anni Ottanta, sul futuro da realizzare per l’Occidente “dopo il crollo dell’Unione sovietica”, dato per imminente.

Un partecipante all’incontro, infatti, asserisce che il gran denaro accumulato, negli anni della dittatura dagli esponenti della Nomenklatura bolscevica, fa schierare sulla linea della “caduta” gli stessi servizi segreti non solo russi ma anche americani  che vedrebbero con favore l’immissione di tali capitali nel Mercato controllato dalle centrali di Wall Street e della City.

Un altro personaggio, presente alla riunione, condividendo il rilievo, suggerisce addirittura un incontro presso il Vaticano, per concordare il da farsi con una strategia comune di esponenti del KGB e della CIA, sotto la direzione del cardinale Marcinkus, già vicino al Pontefice per l’aiuto dato a Solidarnosc in Polonia.

A chi chiede quale possa essere la reazione del gauchisme occidentale, particolarmente numeroso, lo speaker della riunione, convintosi prontamente della bontà dell’idea, risponde che l’esempio da seguire dovrebbe essere quello della Svezia, dove un ristretto ma potentissimo “manipolo” di industriali, veri padroni del Paese, ha da sempre capito la necessità di “foraggiare” i socialdemocratici per avere un governo amico e protettivo; oltre che di lunga e incontrastata durata per effetto delle elargizioni concesse al “popolo bue”.

L’ordine del giorno che è approvato dall’assemblea alla fine della seduta  prevede, su tale linea, un’alleanza con la socialdemocrazia occidentale che con la caduta del mito bolscevico sarebbe restata, come suol dirsi, con il “deretano per terra”, perché senza più punti ideologici di riferimento e ulteriori programmi d’azione politica.

Un astante solleva il problema italiano, dove i partiti socialdemocratici rischiano di essere due ed entrambi di notevole peso ma profondamente diversi per la “mentalità” in essi dominante. A suo dire in Italia vi sono:

1) i post-comunisti che sotto la guida dell’ala migliorista possono divenire moderati e dare prova di obbedienza acritica alle indicazioni del potere finanziario occulto (come già in passato con Stalin);

2) i socialisti craxiani con ansie libertarie diffuse tra tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti, governabili, allo stato e in modo saldo, solo dal loro leader ritenuto, dal suo canto, troppo autonomo, indipendente e, per il suo carattere, difficilmente malleabile.

La votazione ha un esito preciso e inequivocabile: “pollice verso” per il leader dei socialisti. Il commento del proponente è esplicito: Il Deep State statunitense non ha bisogno di leader carismatici ma di gregari fedeli.

Per l’autore dello script, è questo il momento della condanna inappellabile di Bettino Craxi.

A giudizio dei poteri occulti dell’Occidente, il leader socialista deve scomparire totalmente e definitivamente dalla scena politica italiana, lasciando spazio agli ex comunisti, abituati da sempre al servilismo politico.

Il corso degli eventi, raccontato dal documentario di Sky, conferma che quella previsione è stata realizzata con un concorso impressionante di personaggi di grande rilievo pubblico.

All’autore dello script che mi è stato, gentilmente inviato formulo l’augurio che diventi veramente un serial; magari con nomi e luoghi mutati, com’è d’uso nella fiction.

Luigi Mazzella