Sui crimini americani: i dati statistici dell’FBI

L’FBI ha pubblicato le statistiche sulla criminalità del 2020 e, per la prima volta in quattro anni, il numero stimato di crimini violenti negli USA è aumentato rispetto alle statistiche dell’anno precedente. Nel 2020, i crimini violenti sono aumentati del 5,6% rispetto al numero del 2019. I reati contro la proprietà, invece, sono diminuiti del -7,8%, andamento consolidato ormai da ben 18 anni consecutivi.

Le statistiche del 2020 mostrano che il tasso stimato di reati violenti era di 387,8 reati ogni 100.000 abitanti e il tasso stimato di reati contro il patrimonio era di 1.958,2 reati ogni 100.000 abitanti. Il tasso di criminalità violenta è aumentato del 5,2% rispetto al tasso del 2019; il tasso di reati contro la proprietà è diminuito del -8,1%.

Nel 2020 ci sono stati circa 1.277.696 crimini violenti. Rispetto alle stime del 2019, il numero stimato di reati di rapina è diminuito del -9,3% e il volume stimato di reati di stupro è diminuito del -12,0%. Il numero stimato di reati di aggressione aggravata è aumentato del 12,1% e il volume di reati di omicidio e omicidio non colposo è aumentato del 29,4%.

A livello nazionale, ci sono stati circa 6.452.038 di crimini contro la proprietà. I numeri stimati per due delle tre tipologie di reati contro la proprietà hanno mostrato un calo rispetto alle stime dell’anno precedente. I furti con scasso sono diminuiti del -7,4%, i furti sono diminuiti del -10,6%, mentre i furti di veicoli a motore sono aumentati dell’11,8%.

Nel complesso, le vittime di reati contro la proprietà (esclusi gli incendi dolosi) hanno subito perdite stimate in 17,5 miliardi di dollari nel 2020.

L’FBI ha stimato che, nello stesso anno, le forze dell’ordine a livello nazionale hanno effettuato 7,6 milioni di arresti (esclusi quelli per violazioni del codice stradale).

Il tasso di arresti per reati violenti è stato di 147,9 per 100.000 abitanti e il tasso di arresti per reati contro il patrimonio è stato di 267,3 per 100.000 abitanti.

Sul fronte dei crimini violenti, il tasso di arresti per omicidio e omicidio non colposo è stato di 3,8 ogni 100.000 abitanti; stupro 6,3; rapina, 21,0; e aggressione aggravata, 116,8 per 100.000 abitanti.

Tra i reati contro il patrimonio, il tasso di arresti per furto con scasso è stato di 45,7 ogni 100.000 abitanti; furto, 193,1; e furto di autoveicoli, 25,5. Il tasso di arresti per incendio doloso è stato di 3,0 ogni 100.000 abitanti.

Numeri indubbiamente impressionanti, ma stiamo parlando di un Paese composto da 50 Stati e con una popolazione complessiva di 330 milioni di abitanti, il che ne fa il terzo Paese al mondo per numero di abitanti. Realtà completamente diversa anche solo numericamente rispetto all’Italia con i suoi poco più di 59 milioni di abitanti. A proposito dell’indice di criminalità in Italia, alcune settimane fa siamo intervenuti in merito al Dossier del Viminale sull’andamento criminalità nell’ultimo anno. Dal primo agosto 2020 al 31 luglio 2021 i delitti denunciati sono stati 1.875.038, con una diminuzione al -7,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In un anno sono state uccise in Italia 276 persone (-6,4% rispetto all’anno precedente).

Non vanno avanzate classifiche o comparazioni approssimative. Le variabili che modellano la criminalità sono molteplici e multiformi, basti pensare, giusto per fare un esempio, alle diverse condizioni sociali, culturali, economiche e normative. Di conseguenza, se si propongono analisi semplicistiche e/o incomplete si corre il rischio di rendere banale l’argomento e di indurre in percezioni fuorvianti.

Ciro Troiano