Ma chi paga veramente le tasse?

Se chiediamo ad un professore di scuola media o a un carabiniere se paga le tasse ci risponderà seccato che lui paga tutto anche perchè -pur volendo- non potrebbe evadere in quanto le somme da devolvere in tasse gli vengono distolte dallo stipendio dal suo datore di lavoro che poi le versa. Se poi gli diciamo che quindi non è lui a pagare ma è il suo datore di lavoro che paga per lui, le sue certezze cominciano a vacillare. Se poi gli chiediamo da chi il suo datore di lavoro (che è lo Stato) prende quei soldi dovrà dire che li prende da fuori del perimetro statale e cioè dalle partite iva, sia grandi che piccole.

Quindi scopriamo che le partite iva pagano le proprie tasse e quelle dei dipendenti statali. I quali si fanno pagare le tasse (e non solo quelle) da altri.

Si dirà che tutti sanno che è così (tranne i meno perspicaci) e che le pmi, le professioni e le imprese in generale (i pagatori di tasse) sopportano il peso della spesa pubblica sia per gli stipendi, sia per tutti gli annessi e connessi. Lo si è sempre saputo e quindi non abbiamo scoperto nulla. Per alcuni sarà scandaloso, ma è da sempre così.

Però questo significa per chi manovra la politica che l’origine della ricchezza e della floridezza del bilancio pubblico è dato dalla solvibilità dei pagatori di tasse. Se si vogliono pagare gli stipendi pubblici servirà che qualcuno abbia i soldi per pagare le tasse. A ben guardare anche le grandi imprese con decine di milioni di clienti (come banche e produttori di energia) dipendono dalle disponibilità di questa grande platea di acquirenti; cioè se quelle persone sono ricche tutto il resto dell’economia va. Ma se quelli non possono pagare sono guai per tutti; cioè aumenta il debito dei nostri figli e ormai anche nipoti. Come sta accadendo.

Anche questa bè una ovvietà che però sembra da molto tempo in ombra. Quindi conviene sottolineare in rosso che il centro dell’economia non sono le grandi opere o le grandi imprese o lo stato o il tasso di interesse, lo spread, ecc. ecc. ma la moltitudine dei pagatori di tasse.

La prossima riforma fiscale sarà scritta da quelle stesse persone che lavorano nei Ministeri da decine di anni; e da decine di anni operano con lo stesso unico intento: aumentare il gettito. Senza alcuna considerazione per le conseguenze e cioè spesso uccidendo o non facendo crescere la gallina dalle uova d’oro che gli paga lo stipendio e le tasse.

A costoro va detto che aumentare il gettito in se non risolve nulla. Non è quello il centro dell’economia. Si deve aumentare il reddito dei pagatori di tasse; cioè deve cambiare tutto cominciando dalla mentalità di questi impiegati; se no non ce ne sarà per nessuno: aumenterà solo il debito. Come già è.

Canio Trione