Sviluppo sostenibile e non. Assegnato il premio del Concorso di idee “le donne per un’economia rurale e circolare”

Lo sviluppo può essere sostenibile o non sostenibile. È incredibile a dirsi ma fino a poco tempo fa’, dopo vari secoli di ignavia, lo sviluppo è stato non sostenibile, in quanto basato su un processo che prevedeva quattro fasi: Estrarre-Produrre-Usare-Gettare.

Si trattava, ovviamente, di un processo contro-natura, la natura non funziona così, la natura funziona secondo un modello ciclico per cui le risorse che nascono, crescono e muoiono ritornano alla terra come nuove risorse per rigenerarsi a nuova vita.

Il primo al mondo che ha avuto ben chiari questi concetti è stato, otto secoli fa, un Santo, per il combinarsi delle combinazioni io porto il suo nome, quel Santo è San Francesco d’Assisi.

Uno dei suoi discepoli prediletti, don Tonino Bello, l’ha seguito anche su quel percorso, urlando: “La terra non l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri: l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli. Se l’abbiamo presa in prestito occorre restituirla…. per restituirla migliorata non basta più enunciare la Speranza, ma occorre organizzarla”.

Ripeto, è incredibile, oserei dire è imbarazzante a dirsi, ma purtroppo tanti Paesi non hanno ancora ben compreso che occorre cambiare processo, che occorre passare dall’economia lineare all’economia circolare.

ECONOMIA CIRCOLARE

In estrema sintesi, l’economia circolare prevede:

  • la progettazione di un prodotto in maniera tale da poter essere riparato;
  • l’allungamento del ciclo di vita di ogni prodotto;
  • la riduzione dell’utilizzo delle risorse primarie disponibili in natura;
  • la condivisione dei servizi;
  • il riciclo degli scarti;
  • la riduzione, fino all’azzeramento, degli sprechi;
  • la riduzione, fino all’azzeramento, dei rifiuti.

Se ci riusciremo, se riusciremo ad essere sostenibili, l’umanità avrà un futuro, i nostri figli avranno la possibilità di vivere una vita degna di essere vissuta.

Sono argomenti fondamentali, di estrema attualità. Io insegno Metodologie e determinazioni quantitative d’azienda. Giovedì 30 settembre tornerò a discutere le tesi di laurea magistrale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in presenza. Ne ho 5 come relatore e 2 come correlatore. Ebbene, 4 delle 5 tesi che mi vedono relatore sono sulla sostenibilità.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ai temi della sostenibilità, dell’economia circolare, occorre educarsi e educare. Sia lode e gloria al Soroptimist Club di Martina Franca per questa commendevole iniziativa che ha impegnato tanto capitale umano, organizzativo e relazionale.

ECONOMIA RURALE

Fino a qui il Soroptimist Club di Martina Franca ha sicuramente meritato come voto di laurea un bel 110.  Voi m’insegnate che quando si pronuncia la parola 110, scatta in automatico una domanda…e la lode? Siete d’accordo all’unanimità (basta un solo no perché non sia concessa la lode) sull’assegnazione di un meraviglioso 110 e lode?…. “Sì”.

Sia fatta la vostra volontà, perché non stiamo parlando solo di economia circolare, di un argomento in altri termini di cui parlano tutti, ma anche di economia rurale, vale a dire di un tema in relazione al quale regna estrema confusione sia a livello di dottrina, sia nella prassi.

È un dato di fatto che la nuova realtà che emerge dalla continuità tra economia rurale e economia urbana solo in pochi riescono a leggerla, siamo purtroppo a livello Paese scarsi in visione, deficitari in visionari.

Il fenomeno è iniziato, con riguardo all’Italia, negli anni Cinquanta, allorquando si è assistito ad un massiccio esodo dalle campagne.

Nel corso degli anni Settanta si è registrata una lieve inversione di tendenza: all’esodo rurale è iniziato a subentrare l’esodo urbano.

Il terzo millennio ha assistito a una vera e propria fuga dalle città e al ripopolamento delle campagne, culminato causa pandemia nei fenomeni smart-working e south-working.

Niente sarà più come prima, si tratta di una nuova ruralità, derivata da un nuovo stile di vita ispirato al benessere.

Figli e nipoti di chi era fuggito dalle campagne stanno innescando un processo di recupero dal punto di vista culturale della tradizionale economia contadina, peraltro mediante tante variabili innovatrici, si pensi, ad esempio, all’ospitalità turistica, al turismo enogastronomico, all’artigianato rurale, alla vendita dei prodotti agricoli (a Milano ci sono punti vendita di Aziende Agricole di altre parti d’Italia)….

Ho scritto dappertutto su facebook due meravigliose esortazioni di don Tonino Bello: “Non fate mai mai mai riduzioni sui sogni”, “Non praticate mai mai mai sconti sull’utopia”. Grazie all’economia rurale, nelle campagne e nelle città, l’iniziativa sta prendendo il posto della rassegnazione.

E ancora una volta, non mi stanco di ripetere che al tema dell’economia rurale, che comprende l’agricoltura e tanto tanto altro, occorre educarsi e educare. Sia lode e gloria al Soroptimist Club di Martina Franca per questa commendevole iniziativa che ha impegnato tanto capitale umano, organizzativo e relazionale fin dalla primavera 2021 e che oggi celebra la cerimonia di assegnazione del premio al Concorso di idee.

IL PROGETTO VINCITORE DEL CONCORSO DI IDEE

Il Concorso di idee le donne per un’economia rurale e circolare ha visto la presentazione di 8 progetti:

  • R-INNOVA di Anna Rita Annichiarico;
  • MERAKI di Porsia Caragnano;
  • ARTICHOKE FLOWER di Tiziana Crovella;
  • IMPIANTO DI UNA FOOD FOREST di Raffaella De Chirico;
  • OPUNTIA di Francesca Maria Melucci e Rosalia Facendola;
  • DONNE IN CAMMINO di Angelina Fadda;
  • UN’AZIENDA TUTTA AL FEMMINILE di Anna Maria Perniola;
  • OVO-RECINTO MOBILE di Paola Perrini.

La giuria, composta dal professor Francesco Lenoci, dalla dottoressa Grazia Valentino, dalla dottoressa Lella Miccolis, dalla dottoressa Antonella Baccaro e dalla professoressa Elvira Tarsitano, ha esaminato attentamente gli 8 progetti, valutando i medesimi mediante pesi ponderati attribuiti ai seguenti criteri:

  • realizzabilità;
  • qualità;
  • collegamento con il territorio;
  • originalità;
  • partecipazione ai seminari.

Dopo gli interventi introduttivi della presidente del Soroptimist Club di Martina Franca – Doranna Rinaldi, e della presidente nazionale del Soroptimist International d’Italia – Mariolina Coppola (in collegamento on-line da Milano) avete assistito alla presentazione degli 8 progetti mediante pitch.

Tutte le imprenditrici hanno fatto largo uso di ragione e passione elementi fondamentali per saltare ostacoli e scalare muri – incantando tutti noi presenti.

Il Primo classificato è stato il progetto OPUNTIA di Francesca Maria Melucci e Rosalia Facendola. Complimenti.

Francesco Lenoci