“America non torna più” romanzo di Giulio Perrone

Mi stupisco sempre di come possa leggersi in poco tempo un libro che all’autore è costato fatica, impegno, introspezione. Perché non è facile confrontarsi con se stessi, la propria storia e consegnarsi ai lettori così come si è, senza filtri e artifici. 

“America non torna più”, di Giulio Perrone, è il racconto autobiografico di un uomo che ricorda e rivive il proprio passato, indissolubilmente legato alla figura del padre, ai suoi racconti e agli ulteriori ricordi che richiamano. Non memoria di fatti esemplari ma rievocazione di scene quotidiane, grandi nella loro semplicità e irripetibili, così come quegli istanti che segnano la nostra vita. Ricordi e riflessioni scorrono veloci in questo libro dai contorni indefiniti.

Il romanzo non è una storia da leggere, ma una strada da percorrere passo passo con l’autore, senza cui orientarsi sarebbe impossibile. Ricordi di infanzia, adolescenza e tanto presente. “Che dagli errori non ho imparato quasi niente e a volte li ho commessi di nuovo e di nuovo e di nuovo, a oltranza”. Un passato che torna e ritorna, senza la pretesa di cambiarlo, renderlo migliore, ma solo accettarlo così com’è, con le sue luci e ombre, fasti e cadute. Un romanzo che insegna a essere indulgenti anche con i propri errori che sbagli non sono ma affermazioni di noi stessi, di una personalità che lentamente si fa strada e, maturando, delle volte si allontana dal percorso ideale immaginato da chi ci ama profondamente come un padre e sogna per noi un cammino sicuro, stabile, scevro da pericoli e deviazioni.

Ma crescere è anche questo. Perdonare e perdonarsi, lieti di avere preso parte al viaggio e consapevoli che America, lo scanzonato compagno paterno, così come ogni singolo momento, “non torna più”.

Virna Chessari