Rinnovabili in Puglia: nel sole, nel vento, nel sorriso e nel pianto

Le istanze per realizzare impianti da energie rinnovabili in Puglia sono in costante aumento. Dal 2018 al 2021 la potenza da installare è cresciuta di oltre 10 volte. Il consumo di suolo prossimo venturo sarà ulteriormente in aumento in una regione già ai primi posti in questa non invidiabile graduatoria.

Ci sono esponenti politici dalle diverse anime e ciascuna di esse si manifesta alla bisogna. Il fenomeno è particolarmente accentuato in Puglia probabilmente per le condizioni politico-climatiche. Non si tratta di specie in isolamento geografico perché, appunto, il fenomeno è diffuso in Italia ed all’estero. Ma in Puglia ha caratteristiche particolari. Accade così che in Consiglio regionale, nella Commissione che si occupa di ambiente, vengano auditi gli uffici regionali e le Province pugliesi per sapere di “Risorse PNRR – Ricognizione istanze per impianti di produzione da fonti rinnovabili”. Tra molta confusione, è stato chiesto conto dello stato delle autorizzazioni ambientali per gli impianti di rinnovabili. E sono venuti fuori ulteriori dati aggiornati ad oggi rispetto a quelli da noi già raccolti e pubblicati.

L’audizione in Consiglio regionale

«In Puglia – informa l’agenzia del Consiglio regionale “Puglia Notizie” – ci sono 400 pratiche complessive in attesa di autorizzazione. Se si esclude la provincia di Bari, il cui elenco sarà depositato nei prossimi giorni, le istanze sono così suddivise: 230 pratiche tra eolico e fotovoltaico in provincia di Foggia per una potenza complessiva di 170 MW; in provincia di Brindisi i procedimenti aperti sono 6 per l’eolico con una potenza complessiva di 450 MW e 79 per il fotovoltaico con potenza richiesta di 2200 MW; a Taranto i progetti in attesa di autorizzazione sono 25 per il fotovoltaico, per una potenza complessiva di 500 MW e due progetti di impianti per la produzione di energia da biometano/biomasse; nella Bat, i progetti presentati riguardano due impianti di eolico, uno di fotovoltaico, due di biometano; in provincia di Lecce le pratiche aperte sono 23, tutte di fotovoltaico, per una potenza complessiva di 395 MW. Per quel che riguarda le istruttorie ferme invece negli uffici della Regione, ve ne sono 32 statali, per le quali è richiesto agli uffici dell’ente il parere, e invece di competenza esclusiva, vi sono 17 progetti di fotovoltaico in attesa di Paur all’ufficio ambiente per una potenza di 718 MW”.

Il Consiglio di Stato sul Paur

Sul Paur (Provvedimento autorizzativo unico regionale) che conclude il procedimento amministrativo di autorizzazione degli impianti, è sorta una querelle. Il provvedimento è, appunto, regionale ma per molti impianti la competenza all’autorizzazione, come prima detto, è provinciale in base alle deleghe assegnate dalla stessa Regione. Ma le Province non vogliono assumere il provvedimento finale perché non competerebbe loro. Il nodo l’ha sciolto il Consiglio di Stato il 10 settembre scorso, su ricorso della Provincia di Brindisi, con una sentenza che ha stabilito che l’emissione del Paur è ancora in capo alla Regione nonostante le deleghe affidate alle Province. Dicono i giudici di Palazzo Spada, infatti, che «il conferimento di una funzione amministrativa al livello di governo ritenuto più adeguato, è frutto di una specifica valutazione da parte dell’Ente titolare della competenza legislativa in ordine alle “concrete situazioni relative ai diversi settori, alla luce dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza in riferimento alle caratteristiche proprie del sistema di amministrazione locale” (Corte Cost., sentenza n. 379 del 2004). Tale valutazione non può dunque essere né implicita né derivare dall’interpretazione estensiva di deleghe o conferimenti già esistenti, tanto più ove si consideri che, come osservato dalla Corte Costituzionale nella pronuncia richiamata dall’appellante (sentenza n. 10 del 2016), alla Regione spetta anche l’onere di assicurare l’adeguato finanziamento delle funzioni trasferite venendo altrimenti disatteso un obbligo costituzionale al quale il legislatore, anche regionale, non può sottrarsi, ogni qual volta esso preveda attività che non possano realizzarsi se non per mezzo di una spesa».

Il consumo di suolo al parossismo

Nel mezzo della lite istituzionale, vi sono gli altri dati forniti durante l’audizione. Dal 2018 al 16 settembre 2021 alla Regione Puglia sono giunte richieste di autorizzazione per 13.115 MW. E la progressione è impressionante: nel 2018 le richieste erano per 528 MW, nel 2019 per 1.183 MW, nel 2020 per oltre 5.000 MW, nel 2021 (parziale) per oltre 5.500 MW. Il consumo di suolo sarà parossistico per la felicità di chi si inventa green.

(www.fabiomodesti.it)