Il mercato del consenso

Un interessante libro scritto dal protagonista stesso degli eventi che vengono raccontati: Christopher Wylie. Un millennial nato e cresciuto a bagno nella Rete. Dislessico, con un deficit dell’attenzione, bullizzato a scuola, a sedici anni abbandona gli studi. Wylie In seguito lavora nello staff del Partito liberaldemocratico canadese, studia programmazione da autodidatta, partecipa come volontario alla campagna di Obama e lì scopre il microtargeting digitale. Nel 2010 si trasferisce a Londra, si laurea alla London School of Economics e prende un PhD in Machine Learning alla prestigiosa Central Saint Martins. Assunto dalla società inglese SCL Group, contractor della Difesa britannica specializzato in guerre informatiche, sviluppa Cambridge Analytica.

L’autore e protagonista di una storia vera e non conosciuta al grande pubblico, è stato messo “sotto torchio” da una commissione del Congresso degli Stati Uniti che indagava sul caso delle possibili intromissioni della Russia durante la campagna elettorale che portò alla vittoria di Donald Trump.

L’autore espone con lucidità e consapevolezza del suolo ruolo di cercatore del consenso politico finalizzato alla vittoria elettorale, ma nel contempo ci mette in guardia dai cosiddetti “social” che diventano ogni giorno un’arma di dominio sui cittadini. Alcune importanti riflessioni sono ampiamente condivise.

L’attualità per pochi fa emergere una giungla di informazioni, che da una parte e dall’altra “informa” su tutto e il contrario di tutto, tale che il lettore è quanto meno confuso: “Con molte attendibili testate giornalistiche ormai a pagamento – scrive l’autore – sembra proprio che l’informazione sia in procinto di diventare un bene di lusso in un mercato in cui le fake news sono sempre gratis”.

E un fatto che i nostri comportamenti “social” sono controllati da un algoritmo: “È solo con l’avvento dei cambiamenti climatici che – continua – adesso stiamo facendo i conti con le sue conseguenze ecologiche. Ma in questa nuova iterazione del capitalismo, le materie prime non sono più petrolio o minerali bensì attenzione e comportamento mercificati. In questa nuova economia del capitalismo della sorveglianza, siamo noi le materie prime”.

E tutto questo con il consenso informato oggi attuale: “…stanno cercando di scaricare la responsabilità sul consumatore, tramite il suo «consenso ha spiegato che i sono i nuovi CEO monarchi di un sistema di governo tecno-feudale”.

E indubbio che il governo tecno-feudale che sostituirà i governi nazionali, realizzato sull’enorme potere colonizzatore della Silicon Valley e delle tecnologie digitali e quindi dell’intelligenza artificiale (La quarta rivoluzione industriale) saranno i nuovi dominatori del mondo. L’inquinamento mentale dei social è terribile, ma in pochi se ne rendono conto. Il comportamento del privato, del singolo soggetto delle famiglie farà la differenza per combattere questo nuovo terribile dominio, insieme all’adozione di leggi internazionali vincolanti per tutti i paesi sui limiti da imporre ai social.

  • Il mercato del consenso
  • Christopher Wylie.
  • LONGANESI Editore