Il potere e la parola di George Orwell

Dovevo leggerlo, più volte sollecitato. Avevo letto alcune citazioni in altri articoli o libri ma l’autore non mi aveva convinto. Eppure oggi devo esprimere il mio pensiero su George Orwell. Per quel che può contare.

Le contraddizioni emotive (come altro definirle?) dell’autore su temi cruciali del suo tempo, appaiono subito evidenti nella sua esposizione intellettuale. Una citazione spesso attribuita a George Orwell, ma non accertata dice: “nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. Tanta verità in poche parole. Ma la verità come si misura nel suo tempo e nel nostro tempo?

Nel libro, “Il potere e la parola”, l’autore assume posizioni assolutistiche sull’analisi delle vicende politiche del suo tempo, lo leggi e ti sembra sia lui la fonte delle verità, che non vi è nessuna differenza tra regini economici e sociali. Cosa su cui non si può essere d’accordo. I fatti parlano di altro. Ma non è il tema di questa recensione.

Dunque il potere della parola. Si, chi detiene il potere della parola può a suo piacimento governare la massa, dirigerla dove desidera senza che la stessa abbia o possa controdedurre. La fabbrica delle bugie.

Al suo tempo il potere della parola si praticava principalmente a mezzo libri e giornali e nel parlamento, poi televisioni, nel prossimo futuro toccherà all’IA l’intelligenza artificiale che sta avendo nell’attualità una grande spinta in avanti sempre con un unico scopo: il governo del pianeta e della sua moltitudine che andrà restringendosi.

Come risolvere, disarcionare il potere della parola nelle mani del potere? Secondo l’autore cambiando le stesse parole con delle nuove. Sarà sufficiente cambiare alcuni termini ovvero darne un altro significato con la neo-lingua: ogni pensiero eretico sarà impossibile, niente censura così l’uomo sarà libero.

Utopia senza fine, irrazionalità e illusione.

Le lingue, che i popoli parlano oggi, sono frutto di millenni di interazioni, di culture diverse non saranno sempre le stesse e non è da escludere un giorno che sul pianeta si potrà parlare un’unica lingua. Tutto dipenderà dal percorso che i popoli attueranno quando capiranno, sulla scorta dell’istinto naturale, che se pur diversi culturalmente sarà indispensabile unirsi per sopravvivere sul pianeta comune.

L’attualità sta forzatamente spingendo nella direzione opposta. Ma le leggi della natura non si possono cambiare, con ciò devono fare i conti dopo la conta dei morti.

“Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico”.

Si è vero, ma questo metodo elitario oggi l’abbiamo con i “social” che sostituendosi alla scuola, ai libri ed allo studio e all’informazione vera tentano di dirigere le masse dove loro desiderano. Ciò è molto pericoloso e auguriamoci che il potere della parola denunciato da George Orwell, oggi sostituito dai social, sia oggetto di riflessione da parte di tutti.

Buona lettura

Angelo Garofoli

  • George Orwell
  • Il potere e la parola
  • Piano B edizioni