Il male senza perché

Com’era il mantra? Ah, sì, “andrà tutto bene”. Sicuri che tutti saremmo diventati più buoni dopo il cataclisma della pandemia, all’insegna di una rinnovata umanità… Purtroppo, guardandoci attorno, ci rendiamo conto facilmente che ciò non è vero: abbiamo infiniti esempi nella vita quotidiana che dimostrano che così non è stato, né qui né altrove.

Una donna dell’Iowa (Stati Uniti) è stata condannata per accuse di crimini d’odio: aver tentato di uccidere due minorenni a causa della loro razza e origine etnica. Nicole P. F., 42 anni, è stata condannata a 304 mesi di prigione federale per ogni capo d’accusa.

Secondo i documenti del tribunale e le dichiarazioni rese durante l’udienza di condanna, la donna mentre stava guidando la sua Jeep Grand Cherokee su Creston Avenue a Des Moines, Iowa, ha visto la prima vittima, un bambino che stava camminando lungo il marciapiede con un altro minorenne. Credendo il bambino di origine mediorientale o africana, Nicole P. F lo ha investito volontariamente, allontanandosi poi dalla scena. L’aggressione ha provocato lesioni al ragazzo, tra cui tagli, lividi e gonfiore. Circa 30 minuti dopo, sempre alla guida della sua Jeep, lungo un’altra strada, ha visto la seconda vittima che camminava: un bambino apparentemente messicano. E così è salita con l’auto sul marciapiede e lo ha investito, causandogli gravi lesioni, tra cui una commozione cerebrale, lividi e tagli.

Parafrasando George Eliot viene spontaneo dire: “La crudeltà, come tutti i vizi, non richiede altro motivo che se stessa: ha bisogno soltanto di un’occasione”.

Questi episodi sono coerenti con l’aumento dei crimini d’odio registrati negli ultimi mesi negli Stati Uniti. Il procuratore generale Merrick B. Garland, commentando i dati statistici sui crimini d’odio del 2020 rilasciati dall’FBI, ha dichiarato: “L’anno scorso ha visto un aumento del 6,1% delle denunce di crimini d’odio e, in particolare, crimini d’odio motivati ​​da razza, etnia e discendenza e dall’identità di genere. Questi numeri confermano ciò che abbiamo già visto e sentito da comunità, avvocati e forze dell’ordine in tutto il Paese. E questi numeri non tengono conto dei molti crimini d’odio che non vengono denunciati”.

Le statistiche mostrano un aumento dei crimini d’odio commessi contro i neri e gli afroamericani, il gruppo più frequentemente preso di mira. “Questi crimini d’odio e altri incidenti legati al pregiudizio instillano la paura in intere comunità e minano i principi su cui si regge la nostra democrazia – ha continuato il procuratore generale -. Tutte le persone in questo Paese dovrebbero essere in grado di vivere senza paura di essere attaccate o molestate a causa della loro provenienza, del loro aspetto, di chi amano o come venerano”.

Il male è quello che si consuma senza un perché e in silenzio. La giustizia, invece, parla, urla e ha mille perché…

Ciro Troiano