Il futuro è delle minoranze

Il destino si sa è beffardo. Questa volta per far sorridere gli storici del futuro il fato si è servito di una risibile minoranza di montanari fondamentalisti di una lontana e sconosciuta terra asiatica che sono riusciti a tenere in scacco i potentissimi della Terra. E senza fastidiarsi a vincere una battaglia. Vincendo contro gli stessi potenti che, armati di bombe atomiche e droni, banche dati e satelliti, servizi segreti e missili intelligenti fanno credere di controllare il mondo senza che possa mai esistere o nascere una alternativa.

Con questo evento il destino vuole dimostrare alle innumerevoli minoranze di tutto il globo che non tutto è perduto. Anzi tutto fa credere che il re è nudo. I risparmiatori truffati come i contribuenti braccati, i lavoratori espulsi dalle multinazionali come le partite IVA perseguitate dalle bollette, gli eterosessuali come i cattolici osservanti e i no vax, come gli ambientalisti contro le Grand opere, tutte le minoranze anche quelle territoriali cominciano adesso a riprendere fiducia. È il mondialismo delle minoranze che cerca una rappresentanza contro il mondialismo dei “grandi”.

Si scopre che “l’invincibile” armata stava in Afghanistan solo in attesa di tornare a casa in una qualche maniera e che si asserragliava nelle caserme solo per preservare la pelle adesso non solo non è invincibile ma praticamente si scopre che non esiste… è solo un grande blocco di burocrazia fine a se stesso… la sicurezza è stata ed è affidata ad un esercito di impiegati la cui motivazione sta nella paga e in null’altro; e la stessa tirannia sempre meno nascosta che gli abitanti dell’Occidente sta vivendo altro non è che una estrema difesa di prerogative che quell’invincibile potente non avrebbe dovuto avere. Tirannia che alcuni chiamano sanitaria, altri bancaria, altri monetaria, altri mediatica, altri economica, altri finanziaria, altri fiscale, ma che è la stessa cosa e che tutti avvertono presente e crescente, indifendibile e inaccettabile.

Il colmo della ironia sta nella palese convergenza di tutte queste minoranze contro questo stato di cose che tutti avvertono come insostenibile ma che si regge sull’assenza di un’ampia convergenza sulla alternativa da proporre e introdurre.
In una qualche maniera questa immensa angoscia finirà, i potenti di oggi imploderanno miseramente e si ripartirà, nel frattempo come l’Afghanistan mostra inequivocabilmente, c’è ancora molto da peggiorare.

Canio Trione