A tu per tu con Elisabeth Wibel, la maga della pasta fresca

Quando la cucina diventa arte al femminile ci piace ancora di più raccontare la storia delle sue protagoniste e di chi la intepreta in maniera originale. Ecco la storia di Elisabetta Lebiu, in arte Elisabeth Wibel.

“Sono nata e cresciuta in Sardegna, in una piccola cittadina del Sulcis Iglesiente a sud di questa mia meravigliosa isola, chiamata Carbonia, città  – dice – nata negli anni 36/38 per volere di Mussolini che da una zona malarica fece sorgere questa città legata alle miniere di carbone del territorio”.  Elisabetta si diploma, poi comincia a lavorare per una Cooperativa Sociale che si occupa della cura dei disabili. Poi la svolta.

Cosa è accaduto?

“Sembrava ormai delineato poi dieci anni fa decisi di licenziarmi, lasciare la mia amata terra e rincorrere il mio sogno, ci volle tutto il mio coraggio, questo balzo nell’ignoto mi spaventava parecchio ma ormai avevo deciso, nonostante amassi il mio lavoro, dentro di me questo sogno riaffiorava come una promessa. Ripensavo a mia nonna Letizia e ricordando la sua cucina mi immaginavo cuoca, si questo era il mio sogno sopito: diventare una cuoca. Con lei un po’ per gioco e successivamente affinando sempre più le tecniche di preparazione e di lavorazione degli impasti ho imparato questa magnifica arte.

Il richiamo del passato e il legame con i tuoi avi, più forte di tutto?

Adoravo osservare mia nonna, col suo grembiule a fiorellini dedicato a questo lavoro e in testa un fazzoletto, come usavano le vecchie donne sarde, quando incominciava ad impastare con le sue forti mani la pasta. Ho netta la sensazione meravigliosa che provavo mentre immergevo le mani nella bianca farina, vederla trasformarsi sotto i miei occhi, era come una magia, questa stessa magia che mi pervade ogni volta che le mie mani toccano la pasta.

Sei diventata quel che sei quindi grazie a chi?

È lei, la mia nonna Letizia che mi ha trasmesso la passione per la cucina, la sua era una cucina semplicissima, genuina, buona, se chiudo gli occhi ne risento il gusto e il profumo. Quando decideva di fare i ravioli seguiva un rituale; io la ammiravo piena di stupore, per prima cosa organizzava il piano lavoro, pesava gli ingredienti da usare e prima di iniziare ad impastare, preparava il posto dove adagiare e far riposare i ravioli appena creati. Forse non ci crederete, ma dove metteva a riposare i suoi ravioli era proprio il suo lettone. Sopra l’enorme letto, stendeva prima una tovaglia di plastica, poi sopra due candide tovaglie di lino di fiandra, compiuto questo rituale nessuno poteva più varcare la soglia della camera, lei era l’unica che poteva accedervi.  I ravioli erano profumatissimi, allineati alla perfezione, pronti per il rito finale della conta. Per me era bellissimo alla fine di quel lungo lavoro guardare con soddisfazione quel lettone pieno di bianchi ravioloni.

Passione per la tradizione, cucina che sa di amore e valori?

È lei che mi ha trasmesso quanto conosceva della tradizione nella lavorazione della pasta, piccoli trucchi, piccole astuzie, per tutto ciò che mi ha donato, trasmesso, affidato, è a lei che è stato  dedicato il mio libro come atto di affetto e di riconoscenza profonda.

Non ci hai ancora detto come è cominciata la tua bellissima avventura?

Presa la mia decisione, partii per Sorrento per un breve periodo di riposo, lì iniziò la mia nuova vita. Era l’ultimo giorno di ferie, poi ero entrata a far parte della schiera dei disoccupati, non avevo più nulla da perdere e il mio sogno cominciò a prendere corpo. La vita riserva sempre tante sorprese, mi ritrovai per caso nel posto giusto al momento giusto.

Vuoi dire che la fortuna aiuta gli audaci?

Lo chef Biagio, titolare di un rinomato ristorante di Sorrento appunto e di una scuola di cucina dove da tutto il mondo arrivano da lui per imparare tecniche e segreti della ristorazione, mi propose di partecipare alle sue lezioni per poter valutare se fossi adatta ad essere inserita nel ristorante del figlio, a Berlino, in Germania.Ricordo con intimo piacere quella sera, mi ritrovai nella sua bellissima cucina dove Chef Biagio in quella prima lezione spiegava dettagliatamente tutti i passaggi da eseguire per fare la pasta fresca e per sfilettare il pesce.

Il sogno piano piano si trasforma in realtà?

Ero come ipnotizzata, mi ritrovai a fare la pasta fresca artigianale e le mie prime orecchiette, a sfilettare il pesce, un bel branzino. A fine lezione lo Chef mi chiamò in disparte e mi disse: Betta da domani vai al mare. Al mare? – risposi- Non ho capito, perché al mare? Betta, da domani vai al mare, così ti riposi un po’ –rispose. Mi riposo?-risposi- Io non mi posso riposare, sono venuta qui per quindici giorni per imparare, per stare nella sua cucina e adesso lei mi dice di andarmene al mare?  Non capisco. E lui, con la sua forte personalità e con fare paterno mi disse: Betta, tu sei già pronta, mi devi dire solo quando vuoi partire per Berlino. Solo in quel momento realizzai che ero stata scelta, che avevo confermato e superato le sue aspettative. Ripartii in fretta per la Sardegna per chiudere con tutto ciò che era il mio lavoro e la mia vecchia vita, la paura e il dolore per il distacco dalle persone care c’era tutto ma, soprattutto c’era la gioia del futuro, ero felicissima. Confortata dal suo incoraggiamento cominciò il mio bellissimo, affascinante, intrigante, faticoso percorso formativo e lavorativo nella ristorazione. Berlino, Malta, Duinvegan, Strasburgo, Parigi, Waterloo, Bruxelles, Lugano sono queste le tappe della mia carriera, della mia crescita professionale e umana.

Hai quindi grazie alla tua passione girato il mondo?

Ho conseguito la qualifica di “Istruttore Pizzaiola ” nella scuola “Pizza News School”. A Bruxelles ho avuto un ruolo importante nell’organizzazione e nella produzione della pasta fresca. Lì ho avuto l’opportunità di un’ulteriore crescita professionale avendo a disposizione strumenti adatti per la lavorazione e la produzione della pasta fresca, ho avuto anche  l’occasione per sperimentare nuovi impasti e nuovi colori, imparando a colorare gli impasti prima con colori naturali attraverso le varie spezie, poi con le verdure e altre spezie fresche edibili.

Tanto studio e impegno quindi?

Mai abbattersi allora?

Dopo alcuni mesi di smarrimento, più forte che mai approdai in Svizzera, finalmente la vita mi sorrideva, trovai un lavoro che mi consentiva di lavorare e nel contempo studiare e sperimentare, arrivando a creare uno stile personale dove riverso tutto l’amore e la passione per il lavoro che ho scelto.

Senza quasi accorgermene si stava delineando il mio futuro lavorativo, ma,  quando cominciavo ad intravedere il mio sogno prendere corpo, accadde un fatto gravissimo per cui dovetti lasciare Bruxelles. Mi sentii crollare il mondo addosso, la vita ancora una volta mi aveva messa le spalle al muro, mi aveva atterrata ma io sono sarda, le donne sarde hanno un DNA particolare, ereditato dai popoli nuragici antichi, noi siamo di granito come i nostri monti di roccia nuragica dove l’erba si deve guadagnare il diritto di crescervi.

Chi sei oggi?

Oggi sono una persona ricca di esperienza, ho bisogno di donare insegnamento a chi desidera imparare la bellezza di tutto ciò che ho conseguito nel mio percorso professionale e umano. Sono una persona disposta a trasmettere le esperienze ma, non disdegno di apprenderne nuove. Il mio motto è: amo la tradizione, mi piace trasformarla “senza crearla” e nemmeno “distruggerla” come postula lo scienziato e chimico francese Lavoiser: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.” Ho partecipato ad una trasmissione della famosa radio televisione italiana: RSI Svizzera, dove ho presentato insieme alla chef Marna Soli una ricetta di pasta fresca. Ho collaborato con Claudio Moica; direttore del mensile sardo “ Ajò Magazzine” in cui ho presentato alcune delle mie ricette sulla pasta fresca artigianale. Collaboro con Giorgio Ariu; direttore dal 1973 del mensile” Il Cagliaritano”.  

Come ti considero oggi, realizzata?

Sono fiera di ciò che sono oggi, dei traguardi raggiunti e di quelli  in fase di progettazione, rivolgo al domani la voglia e la speranza di dar vita a nuove creazioni proprio come le ultime nate, le mie particolari creazioni insolite e originali  di pasta fresca “Petali di stelle” create per impreziosire delicate vellutate di verdure, legumi e formaggi.

Ma non basta vero, perché tu sei anche una sognatrice?

Avevo un grande sogno nel cassetto: realizzare e pubblicare un libro, “il mio libro”  La pasta fresca dalla tradizione all’innovazione NewStyle. Pubblicato nell’agosto del 2019 riscontrando un grande successo. Oggi ho un altro sogno da realizzare, pubblicare il secondo.

Paola Copertino