Rubrica Oltre il recinto – In comunione

Non c’è alternativa:
o in comunione
o nulla.

La comunione accade
al di là di noi stessi.
E’ azione necessaria.

Da sempre in richiamo assoluto
l’uno dell’altro
i nostri corpi si affidano.

E la natura ritrova
la sua sinfonia.
E la sua verità.

Avevo bisogno di cibo e di amore..
E tu hai unito, in un sol dono,
la mia invocazione.

Nuova capacità di incontro.
Espansione di sé
e nuova identità.

Finalmente le vie di Dio
diventano qualcosa di molto concreto.

Scopro la necessità di Dio.
Adesso non ha più importanza
che la credenza religiosa
sia stata così crudelmente usata.

Dio è respiro, ogni respiro.

Il mondo si rivela immensa attrazione,
movimento totale.

Tutto è verità,
solo nella comunione.

“Prendete e mangiate:
questo è il mio corpo”.
Così è comunione totale.

Ciascuno è noi due.

Mi prendi per mano
e mi conduci fuori,
nella notte
sotto il cielo stellato
nell’infinito movimento
dell’universo.

Uragani e galassie,
aurore e tramonti:
ritrovo la mia origine
e il mio significato.

Ora so chi sono.
Radicato nei cieli.

Si è spalancata la porta
che mi conduce
verso campi spaziosi,
cieli senza fine.

Ogni cosa è l’altra.
E ciascuna è tutto.
Chiaramente.

Ogni angoscia è superata.
Noi, in comunione
negli spazi silenziosi.

Tutto è uno.

E invece
quando lasciamo i prati
ed entriamo nelle vicende umane:
tutto è separato.

Voliamo alto sulle miserie
non per disprezzo,
ma per abbraccio.
Ci lasciamo dietro
la distorta natura.

Una nuova terra ci ospita.

Tutto è così semplicemente naturale.
Espansione e movimento.
Un solo identico respiro.
Forza altissima
che non si può arrestare.
Due direzioni diverse
si sono cercate e fuse insieme.


Gli occhi si sono incontrati e accolti:
s’innalzano al cielo
e discendono sul filo d’erba.

La stessa onda.
Lo stesso richiamo.
Lo stesso reciproco.
Nel vasto oceano.

Il mio io, separato,era inerte e fermo,
senza energia:
brusca incurvatura
del solenne movimento cosmico.

La comunione ridona
il legame eterno,
la luce viva.
Un intenso azzurro
colora oggi
il mio bisogno di luce
.

Salvatore Porcelli