In ricordo di Gino Strada

Mai cognome fu più evocativo di quello del medico chirurgo d’urgenza e di guerra evocante mobilità e grandi spazi. Già, ne ha percorso di strada quest’uomo dal cuore nobile e l’eloquio schietto. Anche se i suoi tanti viaggi non sono stati affatto vacanzieri.

E in questi viaggi verso i luoghi della disperazione ne ha visto di brutture. Guerre e feriti gravi e morti e distruzioni. La sua scelta, e quella dell’amata moglie Teresa Sarti morta nel 2009, fondatori, insieme ad alcuni amici, nel 1994 di Emergency dopo cinque anni trascorsi nella Croce Rossa, non è stata quella di una vita comoda e rilassante. Forse anche per questo il suo grande, generoso cuore non ha retto più all’urto di una vita spesa per salvare vite umane (circa 11 milioni), nei maggiori teatri di guerra di 18 Paesi, costruendovi ospedali, centri di pronto soccorso, ambulatori, ecc.

Egli stesso, in un’intervista di due anni fa, nella quale gli veniva chiesto se si sentisse stanco, ripose: “In alcuni posti ci ho lasciato la salute.” Citando la battuta di Woody Allen: “Non sono tanto gli anni, è il chilometraggio.”  Il chilometraggio e gli orrori della guerra. Il sacrificio di una vita normale stanca, fiacca, indebolisce e probabilmente porta anche precocemente alla morte.

  Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 21 aprile del 1948, il cuore di Gino Strada ha smesso di battere a soli 73 anni, la mattina del 13 agosto scorso in Normandia dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza e mentre, per uno scherzo del destino, assisteva al ritorno dei Talebani in Afghanistan, dopo venti anni di disutili esportazioni di democrazia a buon mercato e a suon di bombe. Dove ci sono bombe è guerra. Non bastano gli eufemismi ipocriti per giustificare qualsiasi guerra. Questo era solito ripetere con quel suo modo secco di parlare senza peli sulla lingua, a tratti scontroso e irascibile quando nell’interlocutore riscontrava malafede.

Per fortuna però il cuore di Emergency continuerà a battere ancora per molto tempo grazie all’opera di chi condivide la sua visione. O almeno fino a quando l’umanità non si rinsavirà e comprenderà l’assurdità e la stupidità delle guerre; e allora ONG come Emergency non avranno più motivo di esistere. Pensiero utopico che l’uomo e medico Gino Strada credo condividerebbe.

Ritengo pure assurdo che Gino Strada potesse dividere. Chi si trova sul campo conosce il significato della guerra, molto più di chi la teorizza e decide con altri di iniziarla e merita solo rispetto. Quindi, almeno per il momento, tutti “Zitti e buoni”.

Angelo Lo Verme