Rubrica Oltre il recinto – L’abbraccio

Il primo sguardo.
Brillano scintille di luce e di tenerezza.
Non c’è fretta.

Le parole tornano trasparenti.
E il richiamo d’immenso, accarezza.

I primi passi
donano un nuovo ascolto.
Ogni gesto è si.

Il corpo ritrova
bellezza e armonia.
I movimenti
si scoprono verso l’altro.
Una nuova identità.
Si è sempre stati così.
Ed è gioia.

Tutto è semplice.
La crescita appena iniziata
sa di procedere
lungo il suo corso naturale.

Non ci sono obblighi né conquiste.
Non c’è niente da provare.
Prime difficoltà d’incontro.
Primo contagio di piacere reciproco.

Ci sorprende di ospitare il divino.

La paura è presente
e tormenta ogni dolcezza e tenerezza.

Siamo nelle mani di Dio.
Respiriamo fusione e onnipotenza.
L’amore cresce.
Fa esperienza di cammino insieme.
Rivela nuove capacità.

Il tempo
– a volte lungo tempo –
è musica per la conoscenza e l’amore.

Cresce l’eccitazione
ma è ancora lontano la gentilezza.

Cresce l’offerta
ma è sempre in agguato la rigidità.

Si procede nella continua esperienza
di piacere reciproco,
di dolce restituzione di carezze e contatto.

E’ primavera.
I fiori spandono profumo
a piene mani.
Le sorgenti
si sono trasformate
in ruscelli.

Si respira un tenero ringraziamento.
Ogni passo è novità e piacere.
Ogni incontro è primo incontro.

La comune ricerca
di totale piacere
procede.
E lo stesso procedere
è puro piacere. Ed è amore.

Il desiderio di fusione
abbraccia, supera, invita.
Onnipotente.

Si raccoglie ovunque
un reciproco ritrovarsi.
E’ silenzio.

Ogni momento è pienezza e totalità.
La dolce fusione reciproca
s’avvicina.
Nessuno può costringerla.
E’ perdita totale.
Assoluto ritrovarsi.
Abbraccio.
Brivido cosmico.

La fusione accade.
Ed è amore.

E’ sempre stato amore. Solo amore.

Salvatore Porcelli