Rubrica Oltre il recinto: Il mare intorno a noi

E’ vero
il ronzio fastidioso
dei problemi politici
disturberà ancora per poco
l’attenzione
ai problemi brucianti.


Il gracidio delle rane
nelle piazze e nei salotti
allontanerà ancora per poco
il piacere di vivere.


Ma ormai il tempo è vicino.


C’è un mare intorno a te.
Lasciati sommergere
dal fiume della vita.
Confronta ogni giorno
ciò che succede in te,
nei contatti umani
penosi, teneri e gratificanti
con ciò che televisioni e giornali
schiamazzano sull’esistenza umana.


Hai commesso
numerosi stupidi errori.

Hai corso dietro
a tutte le chiacchiere.


I ripetuti fallimenti
ti scavino a fondo:
impara a correggerli
e cammina.


Ascolta i desideri, i tormenti
le gioie dell’intimità.


C’è un mare di gioia intorno a te.


Percorri pure
ogni inferno umano.
Sperimenta, per esperienza diretta,
la miseria e l’esuberanza
e cercane le radici.


Scoprirai un tesoro.


Lascia stare il potere.
Gli altri ti sosterranno
solo per sottomettersi a te.


Amano stare alla finestra,
ridere quando cadi,
rinnegarti quando sei in disgrazia
proclamare la grande amicizia
che li lega a te, se riesci in una grande impresa.

Non muoveranno un passo
un solo passo – mai-
per realizzare qualcosa.


Amano sostenere qualcuno
per spiare da lontano i movimenti:
addossare la colpa
o condividere il successo.


Non cedere al fascino delle lodi.
L’ammirazione facile
non muove nulla
non smuove nulla
non commuove nessuno:
solo rafforza l’immobilità.


Il tuo grande fascino,
la tua immensa soddisfazione
è il sapore della vita.


C’è un mare di gioia in te.


Sii concreto.
Apprendi molte piccole cose
per esperienza diretta.
Devi toccare con mano
quanta fatica occorre
per concludere anche
una minima cosa;
Quanta solidarietà concreta
invoca e richiama
ogni piccola impresa,


Questo ti condurrà
alla coscienza
e alla distinzione
di molti vuoti discorsi
e molti gesti utili.


Goditi il silenzio
tra grandi folle
che vomitano parole
e trasformano ogni cosa
in sogni, possibilità, idee.


Si potrebbero fare alcune cose
se le situazioni fossero favorevoli.
Si potrebbero operare
scelte grandiose se avessero potere.
Si potrebbero pensare
progetti fantastici se avessero soldi.
Questa è la litania delle scorregge.


E l’emicrania?
E l’insonnia?
E i fantasmi?
E il destino?
E l’incubo degli adolescenti?
E la sofferenza dei bambini?
E la paura di vivere?

E l’insoddisfazione coniugale?
E il lavoro piacevole e creativo?
E il coltivare un orto ?
E la fatica di pensare?
E la seminagione, l’attesa,
la cura, il raccolto?


Prova ad interrompere
un grande convegno
sulla progettualità politica
degli anni duemila
con domande di questo genere:
– non è il momento –
– non è opportuno –
– rientrano nel privato –
ti risponderanno.


E se anche queste domande
rientrassero nel privato
là, nel piccolo se stessi,
reagiscono
con miseria e povertà
con lamenti, minacce
e imprecazioni:
orge di luoghi comuni.


E non oseranno mai
– in nessun modo –
fare qualcosa di cosciente,
di responsabile
assumendosi sino in fondo
l’onere e la gloria
del fallimento e della riuscita.


Immobili
perché incapaci e deboli.
Corazzati
per difendersi
e assumere forza dall’esterno.


Fare, pensare.
Tutti impotenti.


Scegli tra gli applausi
di questa gente
e la fedeltà a te stesso.


Comincerai così
a comprendere veramente
la malattia miserevole
che alimenta
terrori, paure, violenze,
infelicità.


Sii indipendente.
E chiaro.

Salvatore Porcelli