Un nuovo modello di agricoltura: i Biodistretti

La pandemia ha dato una spinta ulteriore al biologico ossia all’attenzione ad una agricoltura priva di fertilizzanti chimici e di pesticidi.

I biodistretti però vanno oltre il rispetto delle biodiversità e diventano strumenti di inclusione sociale. Rappresentano un nuovo modello di agricoltura dove il biologico e il sociale si uniscono.

Sono consorzi che hanno a cuore non solo il bio ma un uso razionale delle risorse idriche e del suolo mirando a sviluppare un turismo sostenibile, a valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali e il patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale di un territorio.

I biodistretti sono generatori di un modello di comunità allargata e stimolano la creazione di una rete strategica tra istituzioni, agricoltori, apicoltori, allevatori, società civile e associazioni.

Attraverso i biodistretti si punta alla valorizzazione delle condizioni economiche sociali del territorio e della popolazione residente ma anche alla realizzazione di comunità energetiche locali per l’impiego e la diffusione delle energie rinnovabili.

Un buon esempio di promozione di agricoltura sociale e biologica legata alla creazione dei biodistretti ci viene dalla Puglia dove le principali associazioni (BioAs, AIAB Puglia e Forum Agricoltura sociale), in collaborazione con istituzioni e imprenditori, stanno lavorando per dare slancio all’agricoltura sociale e per costituire i biodistretti a Cerignola e nell’Alta Murgia.

I biodistretti stanno diventando una realtà importante per lo sviluppo e la tutela delle comunità territoriali ed è necessario che ci siano normative non generiche ma piu dettagliate e specifiche che tengano conto delle peculiarità e diversità dei territori.

Antonella Cirese