Il cannibalismo bancario del nuovo millennio

Un lettore ha chiesto a quale prezzo si vendono i crediti deteriorati delle banche e a quale prezzo invece si vendono quelli buoni.
Fin dai tempi della “risoluzione” (oggi si chiamerebbe pressappoco così) del Banco di Napoli la parte “cattiva” dei crediti si mette da una parte o si vende tra il 5 e il 30% del valore da recuperare; questo lo si fa per “ripulire” i conti cioè per tornare a chiamare “credito” quello che tale è, e cioè che sarà riscosso integralmente.

La parte restante, appunto, quella pulita e cioè buona, anziché venderla ad un prezzo elevato… da qualche anno la si regala, come se fosse peggio di quella “cattiva”. Vi sono delle banche -usualmente grandi- che si degnano di rilevare le parti buone delle banche con i bilanci ripuliti solo se gliele si regala; cioè, detta in soldoni, non pagano i crediti buoni (e in generale gli attivi) che rilevano. Una specie di cannibalismo bancario.
Sta per ri-accadere con il Mps-Unicredit e non vogliamo qui ipotizzare la ragione vera -che si può intuire- di questa operazione ma non si può non pensare agli azionisti tra i quali, in questo caso, c’è anche il Ministero dell’economia. Questi ultimi dovrebbero essere i proprietari di quei crediti e quindi loro dovrebbero decidere se vendere e a quale prezzo; dovrebbero anche decidere chi deve governare questa operazione per ottenere il massimo dalla vendita -totale o parziale- dei propri crediti. Invece nulla.

Vengono chiamati a cose fatte per apprendere (come sta accadendo per gli azionisti della Banca Popolare di Bari) che non hanno nulla da avere tranne coloro che sono poveri o malati cui la banca elargirà una frazione di quanto l’azionista ha investito; prendendo magari direttamente o indirettamente quei soldi dal bilancio pubblico. Cioè vengono trattati da poveri dopo avergli fatto credere di essere proprietari di una banca.

Il lettore -graniticamente certo che in Italia esista un diritto e un sistema che tutela quel diritto – fa fatica a credere a quello che ho detto e quindi mi dice che controllerà su internet (odierna miniera di verità) per verificare la veridicità della mia risposta ma, se è vero, – dice – c’è da reagire pesantemente – sostiene – non può finire così.

Canio Trione