Nord e Sud crisi e ripartenza


Il 29 luglio, durante una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, lo Svimez nella persona del presidente Giannola e del direttore Luca Bianchi alla presenza del Ministro per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna, ha anticipato alcuni contenuti del rapporto Svimez 2021 “L’Economia e la Società del Mezzogiorno”

In base alle analisi pare che non si possa parlare di resilienza ma di una ripresa molto differenziata tra Nord e Sud a sfavore del Sud. Il Centro-Nord, con la ripresa 2021-22, recupererà integralmente il Pil perso nel 2020, mentre il Mezzogiorno a fine 2022 avrà ancora da recuperare circa 1,7 punti di PIL che si sommano a circa 10 punti persi nella precedente crisi e non ancora recuperati. E questo avverrebbe nonostante una crescita del Sud all’1,6% nel 2021 e al 2,8% nel 2022 e dell’1,7% nel 2021 e al 3% nel 2022 nel Centro-Nord. Nel 2021 il Pil nazionale dovrebbe aumentare del 4,7%; in maniera più accentuata al Centro Nord +5,1%, mentre nel Sud è previsto a +3,3%.

Nel 2021 la crescita è trainata da export e investimenti. Per Centro-Nord soprattutto macchinari, per Sud le costruzioni. Nel dettaglio: Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia dovrebbero conoscere in entrambi gli anni variazioni nella crescita degli occupati superiori alla media del Mezzogiorno; la Basilicata supererebbe tale media nel 2021 ma non nel 2022; Calabria e Sardegna si attesterebbero su livello superiori al Mezzogiorno solo nel 2022.

In questa estate così particolare sia per il Covid che è ancora presente e sia per il caldo torrido la questione della ripresa del Mezzogiorno torna in tutta la sua centralità.

Il PNNR prevede a favore del Sud e delle isole lo stanziamento di 82 miliardi di euro pari al 40% dei 191 miliardi di euro dello stesso PNNR.

Sono mesi che diciamo che tale risorse, se davvero vogliamo che il Sud sia volano di sviluppo per l’intero paese, non sono sufficienti ma ci vorrebbe una distribuzione delle risorse piu favorevole al Mezzogiorno per far si che ci sia un incremento del Pil, dei posti di lavoro e di una equa ripresa economica sociale per il sud e per l’intero paese.

Non possiamo che aderire alle proposte dello SVIMEZ circa la costituzione di centri di competenza territoriale, formati da specialisti nella progettazione e attuazione delle politiche di sviluppo, anche in raccordo con le università presenti nel territorio, in grado di supportare le amministrazioni locali, e in particolare i comuni.

Bisogna vigilare affichè il Governo renda certo il rispetto del vincolo di spesa “media” del 40% per assicurare il conseguimento di quote di spesa aggiuntiva su singole misure.

Per sostenere la risalita del Sud è necessario impegnarsi (e tutti dobbiamo fare la nostra parte) nell’attuazione dei progetti previsti dal PNNR e delle riforme.

Ben vengano i comitati di cittadini per vigilare e intervenire sulla capacità progettuale dei nostri territori per evitare che chi ha piu bisogno, ancora una volta, abbia meno risorse.

Antonella Cirese