No green pass. Bari in piazza

Il 24 luglio a Bari è andata in scena la mitezza pugliese. Varie centinaia di persone, forse migliaia, si sono ritrovate in p.za del Ferrarese e poi in P.za Prefettura per rappresentare con questa passeggiata in centro la propria contrarietà alla introduzione del cosiddetto green pass. Si sono scanditi slogan contro la stampa e contro la sempre meno velata imposizione del vaccino.

Si trattava di gente comune di ogni genere ed età che non è stata allettata da concertoni o birra e panini come in altri raduni organizzati da partiti o sindacati (e non solo) ma di persone che hanno preferito alla nuotata estiva, una passeggiata “a tema” in corso Vittorio Emanuele. Proverbiale il servizio assicurato dalle forze dell’ordine forse in cuor loro simpatizzanti dei temi rappresentati.
Noi eravamo la e abbiamo percepito la profonda preoccupazione, per il futuro di tutti ormai sempre più incerto e precario. Nei retro pensieri di tutti la mancanza di rappresentanza che induce a fare da se cominciando con lo scendere in piazza. È di assoluta evidenza che le Istituzioni ormai non sono neutre e terze rispetto alle parti in gioco ma sono a favore del partito del vaccino e del green pass; quindi i critici non si sentono rappresentati; e le Istituzioni che non sono fuori dalla mischia e dalle parti perdono credibilità; anche per le motivazioni che la stampa rappresenta in modo partigiano, ampiamente contraddittorio e continuamente smentito da essa stessa. Queste sono vere e proprie falle della informazione ufficiale sistematicamente riempite dalla controinformazione e dal complottismo.

Non si sa a chi credere e la paura cresce. Per ogni mille scesi in piazza ieri, ve ne sono dieci mila della maggioranza silenziosa che in casa o al mare attendono una parola di certezza che vada oltre le parti.
Ma vi era anche la sfiducia per la tecnologia e le sue potenzialità che, se mal utilizzate, possono fare molto male. La enfatizzazione dei danni inflitti al clima dalla crescita della tecnologia sta generando un rifiuto sempre più diffuso per le nuove tecniche senza se e senza ma: fanno paura ed è arrivato il momento di fermare una corsa che sembra sempre più fine a se stessa.

Quindi abbiamo vissuto un grande gesto di civiltà: rappresentare le proprie tesi e preoccupazioni, pur profonde, con la violenza significa mettersi dal lato del torto pur essendo dal lato della ragione: quindi la forza della determinazione e della mitezza sono come il torrente che si apre la strada attraverso le pietre.
È stata la rappresentazione – anche se non esplicita – di preoccupazioni di cui sentiremo parlare sempre più spesso e su cui è fondato il futuro; speriamo sempre con la stessa compostezza.

Canio Trione