Co-progettazione e co- programmazione per rafforzare la collaborazione tra settore pubblico e settore privato

L’articolo 55 del Codice del Terzo settore ha formalizzato quello che già esisteva nel concreto e cioè le linee guide di co-progettazione e co-programmazione tra gli enti della Pubblica amministrazione e gli enti del Terzo settore.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra settore pubblico e settore privato attraverso gli strumenti di co-progettazione e co-programmazione che, per dare buoni frutti, devono essere orientati verso scopi ben definiti.

Partendo dalla missione 5 del PNNR si offrono al Terzo settore nuove opportunità e nuovi scenari di crescita che hanno come punto di partenza l’inclusione e la coesione sociale.

La pandemia ha fatto emergere vecchie e nuove fragilità e povertà sociali incidendo sulla domanda e nello stesso tempo sull’offerta di servizi sociali che non rientrano nei target specifici della Pubblica amministrazione.

Di qui la necessità di un efficace e competente amministrazione condivisa del bene comune che si può realizzare (nell’era pandemica che sarà caratterizzata dall’innovazione nei processi di digitalizzazione dei servizi di natura sociale) attraverso l’uso di una buona prassi e di strumenti tecnici digitali che consentono alla PA di intercettare la domanda dei cittadini e al terzo settore di individuare, in modo mirato, l’offerta di servizi e a favore della comunità.

Va anche sottolineata la capacità, di cui abbiamo già tanti esempi virtuosi, del Terzo Settore di fare impresa generando economia civile-sociale.

Nell’ottica della riforma del terzo settore e del PNNR è fondamentale la realizzazione di politiche condivise.

Antonella Cirese