McGregor vs Poirier. La trilogia nel mondo MMA

Attesissimo 10 luglio, data che gli amanti e simpatizzanti dell’MMA (arti marziali miste) e non solo aspettavano ormai da tempo. Domani a Las Vegas, in serata (in Italia sarà visibile alle 4 del mattino di domenica 11 luglio su piattaforme a pagamento), si disputerà l’incontro tra l’irlandese Conor McGregor soprannominato “The Notorious” e l’americano della Louisiana Dustin Poirier detto “The Diamond”.

Tutti in attesa che il T-Mobile Arena apra le porte per dar via a quello che sicuramente sarà l’evento UFC (Ultimate Fighting Championship) dell’anno, con biglietti che partono da trecento dollari per posti in piedi senza la sicurezza di poter veder qualcosa dell’incontro fino a parecchie migliaia di dollari per assicurarsi un posto vicino al “cage” la cosiddetta gabbia. I due si incontrano per la terza volta, ultima puntata della trilogia iniziata nel 2014 con la vincita di McGregor (22 vittorie, 5 sconfitte) fino ad arrivare a gennaio di quest’anno dove è stato Poirier (27 vittorie, 6 sconfitte, 1 no-contest) a portarsi a casa la vittoria.

Chi è il favorito? Se dipendesse dai followers McGregor avrebbe ampiamente vinto, solo su instagram se contano 40,6 milioni contro i 3 milioni di Poirier, l’irlandese è molto popolare e molto amato e continua ad aver un grande seguito nonostante l’ultima sconfitta, tuttavia se dovesse perdere questo match per lui saranno chiuse le strade per il titolo. Il pluricampione Khabib (29 vittorie, 0 sconfitte) che ha battuto entrambi, su twitter aveva commentato la sconfitta di gennaio di McGregor a causa dei suoi allenamenti con ragazzini e del fatto che avesse cambiato squadra, smentito dallo stesso McGregor. Poirier d’altro canto ha compagni di allenamento di tutto vanto, fa parte della America Top Team e in un recente video pubblicato su instagram mentre si sta allenando si intravede dietro di lui Alessio Sakara parte dello stesso team. Certo che da gennaio a luglio possiamo parlare di poco più di un semestre per poter ripetere l’esame, un tempo certo sufficiente per correggere gli eventuali errori commessi a gennaio da McGregor e che non possono riverificarsi se vuole vincere. Tocca ora a Poirier confermare che quella di gennaio non è stata solo fortuna. Fuori i secondi.

Francesco Roselli