Vinceranno i complottisti?

I complottisti sono sempre più numerosi. I potenti non gli danno peso perché, dicono, le argomentazioni poste da questo mondo pittoresco sembrano essere spesso fantasiose e prive di basi verificabili.
Pure sono sempre di più. Come mai? Il nuovo millennio ha portato che la vox populi non è più la vox dei? Fatto sta che presto la somma di tutti i complottisti supererà largamente il consenso raggranellato da un partito come il PD o FI. O tutti e due messi assieme.
Tutti i cittadini sanno nei propri retropensieri che la tecnologia può moltissimo e se cade – come è – in mano a politici privi di scrupoli – come usualmente sono – sarà usata contro i cittadini e saranno guai. Cosa che già è: venti anni fa non esisteva la persecuzione fiscale di oggi né esistevano i vaccini di oggi. Le multe ce le mandano le macchine, come le bollette e le cartelle esattoriali. E se vuoi correggere uno di quegli infernali computer devi rivolgerti a pochissime persone in grado di farlo; e non è detto che ci riescano.
Siamo già in prigione.

Anche quella cosa che chiamano vaccino è pura tecnologia e quindi genera sospetto nei comuni cittadini. Non ci avevano detto che la plastica era cosa buonissima? O che l’eternit era una invenzione portentosa? O che l’energia atomica sarebbe stato il futuro per tutti? Il motore a scoppio o diesel che ha riscaldato il pianeta lo vogliamo ricordare? Financo le guerre ormai sono confronti tecnologici terrificanti. Non v’è stata conquista tecnologica che non abbia comportato costi che all’esordio nessuno aveva previsti o solo immaginati. Tutti i vantaggi accumulati in decenni appaiono vanificarsi di fronte ai cataclismi ambientali o ai danni irreparabili alla salute che adesso non si sa come risolvere. Perché ci si deve fidare delle nuove tecnologie dopo che quelle altre hanno fallito o hanno avuto costi stellari?

La difesa (anche se timida, tardiva e parziale) dalla tecnologia sta solo nella possibilità di scelta se usare il nuovo prodotto o no e quindi poi smettere di usarlo se non dovesse convincere o dovesse presentare controindicazioni. Invece il vaccino (o cosa altro sia) è senza ritorno; imposto da una emergenza che addirittura sembra “gradita” ai potenti; non ha nessuna garanzia di riuscita o di non dannosità e non puoi più disfartene.
Ma non basta! Sempre la tecnologia permette di avere e usare i dati della popolazione dividendola tra rossi e neri, vaccinati e no, in modo da utilizzarli per fare quello che il potente dovesse decidere; decisione assunta sempre sull’onda della necessità sanitaria, della emergenza, del bene collettivo, dei supremi interessi della collettività; guarda caso tutti i temi che nel ventennio erano l’architrave delle peggiori nefandezze.
È evidente che i politici attuali non sono stati eletti per fare quello che stanno facendo e che, ci dicevano, doveva durare lo spazio di poche settimane. Non hanno nessuna legittimazione popolare neanche indiretta! Né la emergenza (reale o fantasiosa che sia) o il consenso popolare (forzato o no dai media) possono legittimare la violazione del Diritto Naturale che è il fondamento universale di ogni Diritto. Quindi le esternazioni di alcuni politici o “esperti” che teorizzano la reclusione in casa dei sani recalcitranti al vaccino provano che i complottisti pur nella loro variopinta fantasia non erano andati molto lontano dal vero e quindi li rafforza oltre ogni auspicio dei complottisti stessi. E non crediamo sia nell’interesse di nessuno rafforzare queste moltitudini percepite come “irrazionali”.

Si sa, l’approssimazione (eufemismo) da qualche tempo imperversa indisturbata nei Palazzi; noi non vogliamo pensare ad oscuri maneggi internazionali ma vogliamo credere agli effetti di questa superficialità (eufemismo edulcorante) veramente epidemica che ha colpito i Palazzi.
Al di la di tutti gli eufemismi: ai Palazzi serve immediatamente una bella ripulita.

                   Canio Trione