Un viaggio infinito il legame tra una mamma e un figlio

Ha i suoi momenti esaltanti e altri in cui si smarrisce la strada, come tutti i viaggi. Per costruire un rapporto sano l’ingrediente indispensabile è sempre uno: l’amore.

Anche il rapporto madre-figlio è destinato a modificarsi nel tempo, pur rimanendo sempre il vincolo affettivo più stretto che si forma già prima della nascita secondo gli esperti.

E’ con il tempo che nascono le prime paure, il timore che tutto debba essere perfetto, ci si scontra con l’esterno e le sollecitazioni, con gli imprevisti, con l’idea di non riuscire a comunicare, con nuove ed importanti responsabilità.

Come ogni progetto però bisogna avere pazienza. E’ inevitabile sbagliare, non esiste infatti una formula magica o ricette valide per tutti, che possano semplificare la vita alla mamma.

I figli sono come tele bianche su cui scrivere, ma non dimentichiamo che hanno una propria indole e personalità che va studiata e rispettata, il che rende il compito del genitore arduo e difficile. La relazione si deve costruire nel tempo e nel tempo si modifica. Il senso di sicurezza e l’appartenenza sono tra i bisogni primari di un bambino. Il piccolo deve avere nella sua mamma un punto di riferimento fisso e immancabile. Quando il bambino diventa ragazzo subentrano altre problematiche  da affrontare e gestire. Solo ponendosi in ascolto attivo si riescono a cogliere input e segnali che l’adolescente invia. Con l’adolescenza infatti si aprono nuove sfide. L’adolescenza segna il punto di svolta in quanto è la resa dei conti del lavoro svolto dai genitori, dalla mamma a cui resta il compito di essere, per sempre, un punto di riferimento fisso e sicuro che permetterà al ragazzo di diventare adulto e di spiccare il volo. In sicurezza.

                  Paola  Copertino