Felici e conviventi: il nuovo trend

Oggi il matrimonio appare per molti un passaggio obsoleto e superato. Rappresenta lo specchio di una società che cambia e che continua a cambiare, anche a causa dell’emergenza sanitaria che ha fatto crollare tante certezze.

 Le coppie che scelgono di sposarsi in chiesa, ma anche unirsi civilmente, secondo i dati Istat diminuiscono drasticamente di anno in anno, complici diversi fattori. Il fascino del matrimonio è in caduta libera. La pandemia ha ulteriormente peggiorato la situazione. Il calo dell’80% dei matrimoni causato dalle restrizioni dei primi mesi del 2020 ha inferto il colpo di grazia a una istituzione che fino a qualche decennio fa nel nostro Paese era sacra.

Oggi ci si sposa ad una età più avanzata con meno sogni e più consapevolezza, si vogliono fare meno sacrifici e ci si impegna di meno, parole queste chiave nel vocabolario quotidiano di un tempo.

Il matrimonio in realtà è un impegno, e pure grande. Rappresenta un evento critico nella coppia  che presuppone una crescita di entrambi, l’organizzazione della vita quotidiana, la gestione dei conflitti, ma ancora, la nascita dei figli, la distanza dalla famiglia di origine, la gestione delle amicizie individuali e comuni.

Insomma si tratta di un rito di passaggio non privo di possibili intoppi. Presuppone anche perdite di spazi abitativi, di una autonomia lavorativa e finanziaria, di passioni e reti sociali.  Per molti rappresenta una limitazione alla propria libertà, una perdita della propria individualità.

La questione quindi non è semplice… E allora, meglio una convivenza senza impegno con la certezza, però, di doversi scegliere ogni giorno.

                          Paola Copertino