In cammino verso San Francesco… sulle ruote dell’essenzialità

Prendi una manciata di ciclisti della domenica, metti insieme le loro idee, le esperienze pregresse, l’entusiasmo ragazzino ed ecco che si parte.

Da Bisceglie ad Assisi, in tre tappe, per oltre 500 km, lungo l’Adriatico e poi tagliando da Civitanova Marche su per gli Appennini fino a Foligno e, nel verde dei boschi, scalzi come frati sul selciato, caMMinando con le bici a fianco, fino alla basilica di San Francesco.

Il filo rosso di questa esperienza?  Scoprire, nel silenzio di pedalate senza fine, sul sellino scomodo della bici, il valore della semplicità, sui passi di chi ha rinunciato ad una vita agiata per dedicarsi alla preghiera. Collezionare, come veri pellegrini, i timbri sulle credenziali, a testimonianza dei luoghi visitati, perché resti traccia delle chiese che abbiamo ammirato e in cui ci siamo fermati a pregare.

Il gruppo dei 9 ciclisti dell’ASD AVIS MTB Carlo Gangai di Bisceglie (Botta Angelo, Domenico Dell’Orco, Giuseppe Di Benedetto, Vincenzo Losciale, Giulio Pisani, Pippo Provino, Gino Sinigaglia, Leonardo Sinigaglia e Raffaele Strillacci) ha accettato la sfida di partire insieme, condividere la strada e tutto il resto, anche senza aver mai fatto prima esperienze di questo tipo insieme. Perché adeguare la propria andatura a chi fa più fatica è già camminare… guidare il gruppo per km e km tagliando il vento per diminuire lo sforzo di chi segue e consentirgli di risparmiare le forze e riuscire ad arrivare fino in fondo è saper Ascoltare.

Perché se uno si ferma, tutto il gruppo è bloccato. “Condividere e ripartire” lo sforzo significa fare ciascuno nel proprio piccolo la sua parte affinché l’obiettivo del gruppo sia preservato: arrivare tutti, arrivare sani, arrivare insieme. Ecco perché se un ciclista cade, la strada continua per lui e per gli altri che lo supportano con l’entusiasmo e l’energia che serve per superare il suo grande sacrificio.

Oltre al senso di gratitudine, all’arrivo abbiamo tutti provato una grande gioia con un liberatorio abbraccio, per aver condiviso questo piccolo grande sogno… e un po’ di rammarico per non aver avuto più tempo da dedicare alle soste nei meravigliosi luoghi d’arte che abbiamo attraversato.

Al momento della partenza abbiamo ricevuto la benedizione che ci ha accompagnati per tutto il cammino e che è stata poi rinnovata ad Assisi da un frate Venezuelano al termine della Santa messa: per tutto il percorso ho sentito vive in me le parole di don Tonino che, come San Francesco, ha dedicato la sua vita all’Accoglienza, all’Ascolto, alla Pace.

Un’esperienza da rifare per apprezzare il valore del silenzio, che equivale a fare posto all’ascolto.

Giulio Pisani