Davide Pepe, il cantautore psicologo barese, lancia il suo nuovo singolo

Dalla psicologia alla musica il passo è breve. E’ quello che deve aver pensato Davide Pepe, cantautore barese con una laurea in pedagogia e psicologia, ma con alle spalle tanti importanti successi e preziose collaborazioni. Davide Pepe è un artista poliedrico. Già da prima del diploma al liceo linguistico, la passione di Davide si trasforma in attività live, con un gruppo di amici, gruppo in cui Davide canta e suona la chitarra sulle note di Battisti, Beatles e Rolling Stones. Con il tempo scrive e compone canzoni inedite con cui ottiene importanti successi da Bari a Roma. Nel corso di questi anni, Davide Pepe, oltre a collezionare premi e a partecipare a prestigiose manifestazioni musicali, ha condiviso il palco con artisti del calibro di Litfiba, Marco Ligabue, Goran Kuzminac, Erica Mou. Ha ottenuto il primo premio al “Premio Mimmo Bucci” con la canzone “La distrazione”. Nel 2014 inizia la collaborazione con il produttore Luca Rustici, mentre il 31 marzo 2017 esce il suo mini ep “A casa” contenente oltre alla titletrack anche l’inedito “Dove ci sei tu” e la cover “Canzone per te!”.  Dall’amicizia con Daniela Desideri nasce il singolo “Linea di confine”: un brano interpretato in due diverse versioni, che parla di un amore che fa un passo indietro, non senza sofferenza, entro una linea di confine raccontando con delicatezza le emozioni di un cuore ferito che si rifugia nel sogno, nell’attesa e nel ricordo. Per Davide Pepe è tempo di successi, così come il suo nuovo singolo dal titolo “Come viene”. Lo abbiamo incontrato.

Come nasce la passione per la musica, a cui accompagni delle parole che sono veri e propri versi?

La mia musica nasce con me e con le cose che ho dentro: non riuscirei a fare musica se non avessi qualcosa da dire “come viene”. La passione è nata con mio nonno quando avevo 4 anni e non è mai più andata via. Ho sempre sentito l’esigenza di scrivere e suonare per esprimere qualsiasi cosa, un punto di vista, un’incazzatura, una gioia, una soddisfazione, una delusione. Generalmente scrivo di getto, anche se, fino ad arrivare al prodotto finale i passaggi sono tanti.

Quanto la tua professione di psicoterapeuta accompagna i brani musicali che componi?

Cerco di tenere ben distinte le due cose, anche se sono complementari per me. La musica è comunicazione e, a volte, può risultare addirittura “terapeutica”; la psicoterapia è una grandissima forma d’aiuto che vede, in prima battuta, proprio la comunicazione tra due o più persone: ecco l’elemento in comune forse è proprio la comunicazione.

Cosa influenza la tua musica?

La mia musica è influenzata dalle mie necessità e dai miei “mood”, i miei stati d’animo. Non bado troppo alle influenze musicali, anche se è inevitabile che finiscano nel calderone, talvolta. La voglia di scrivere, comporre ed arrangiare brani credo sia l’unica “benzina” che alimenti la mia musica.

Ritieni che la tua musica possa, in un certo modo, avere anche uno scopo educativo?

Certo la musica ha sempre un risvolto educativo, per fortuna o purtroppo in molte occasioni. Non vorrei far polemica, ma credo che autori, cantanti e musicisti, abbiano davvero una grande responsabilità dei messaggi che veicolano nelle proprie canzoni. Alla fine, la musica pop, si chiama pop perché è “popolare” dunque il popolo (noi tutti) è principio e destinatario della musica stessa, con tutto ciò che ne consegue.

Musicalmente parlando quali sono i tuoi progetti futuri?

Al momento è uscito questo singolo “Come viene”, con SorryMom! e distribuito da Artist First e sono estremamente curioso di vedere come andrà. Certo, in un futuro non lontano, credo nei prossimi mesi, verranno pubblicate altre canzoni, sono già al lavoro sul secondo singolo, ma al di la dei progetti vorrei vivere la musica serenamente, anzi… “Come viene”.

Katia Simone