La Malamministrazione

Sono 52 i comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, con diverse fasce demografiche che variano dai 61.006 abitanti di Vittoria (RG) ai 610 abitanti del comune di Bompensiere (CL), per un totale di oltre 700.000 i cittadini. Non vi sono capoluoghi di provincia. Questi i numeri estrapolati dalla Relazione del Ministero dell’Interno “sull’attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso” relativa al 2020.

Gli scioglimenti di consigli comunali disposti nell’anno 2020 sono stati 11, di cui 4 in Calabria, 3 in Sicilia, 2 in Campania, 1 in Puglia e 1 in Valle D’Aosta.

La quasi totalità degli enti commissariati è concentrata nelle regioni del sud Italia: Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata, ma, come si legge nella relazione “si conferma una tendenza di crescita nel nord Italia”. “Le numerose indagini giudiziarie svolte negli ultimi anni hanno accertato – continua la Relazione – la delocalizzazione mafiosa in atto, confermando la presenza della criminalità organizzata nelle regioni del nord e quindi una penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale di alcuni comuni che presentano situazione economiche ‘vantaggiose’”. L’analisi generale dei singoli casi “permette di affermare che, come già riscontrato in altri territori, l’infiltrazione e il condizionamento della criminalità organizzata si concentrano principalmente nei settori relativi agli appalti pubblici e all’urbanistica, ove maggiormente si rivolgono gli interessi dei sodalizi criminali”. La questione appalti, si conferma, dunque, centrale e risulta ancora più spinosa la “Semplificazione” del settore, come denunciato dalla Fondazione Antonino Caponnetto.

Già da tempo è emersa la capacità di penetrazione della criminalità organizzata in ambiti territoriali considerati impermeabili a tali infiltrazioni. “Lo scioglimento del consiglio comunale di Saint Pierre nella regione Valle D’Aosta, disposto nel 2020, è infatti il nono provvedimento dissolutorio disposto nei confronti di un comune del nord del nostro Paese ed il primo cha ha interessato la menzionata regione e segue i provvedimenti di scioglimento disposti per i comuni di Bardonecchia (Torino 2 maggio 1995); Bordighera (Imperia 24 marzo 2011 provvedimento successivamente annullato in sede giudiziale); Ventimiglia (Imperia 6 febbraio 2012 provvedimento successivamente annullato in sede giudiziale); Leinì (Torino 30 marzo 2012); Rivarolo Canavese (Torino 25 maggio 2012); Sedriano (Milano 21 ottobre 2013; Brescello (Reggio Emilia 20 aprile 2016); Lavagna (Genova 27 marzo 2017)”.

Le relazioni prodotte dalle diverse commissioni straordinarie hanno evidenziato che la maggioranza degli enti commissariati, un terzo dei comuni interessati, “oltre a presentare situazioni di diffuso disordine amministrativo” – cosa che favorisce la permeabilità al condizionamento delle associazioni criminali – “si trovano in condizioni finanziarie deficitarie”.

Secondo gli organi di gestione straordinaria gli squilibri finanziari sono dovuti principalmente ad “anomalie e irregolarità in materia di imposizione e riscossione tributaria, fattori che attestano, altresì, l’assenza di puntuali direttive e controlli da parte dell’organo politico, al fine di aumentare il consenso della popolazione e favorire i malavitosi locali”.

Nel 2020, inoltre, sono continuate le gestioni commissariali dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, che investe il territorio di tutti i 97 comuni della provincia, con una popolazione complessiva di oltre mezzo milione di abitanti, e dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, che ha un bacino di utenza di 80 comuni ed eroga prestazioni sanitarie ad una popolazione di circa 370.000 abitanti.

Ciro Troiano