Non dimentichiamoci dell’acqua

A dieci anni dal referendum che a “furor di popolo” decretò la vittoria dell’acqua “bene comune” il diritto umano all’acqua è in crisi infatti nel 2020 c’è stato l’ultimo attacco da parte della finanza che, dopo un periodo di privatizzazioni, ha quotato in borsa l’acqua.

La crisi pandemica, che ha mostrato tutti i segni della fragilità del sistema economico del profitto, pone l’esigenza di riprendere la “battaglia” dell’acqua bene comune nell’ottica di un rinnovamento della società che veda al centro di ogni progettualità non piu’ il profitto individuale ma la cura del bene comune. Ancora una volta bisogna prestare particolare attenzione al nostro Mezzogiorno in quanto, leggendo bene il PNNR, pare che la riforma idrica in esso contenuta vada di fatto nella direzione delle privatizzazioni a Sud.

La comunità civile ha il compito di vigilare e intervenire con proposte perchè a dieci anni dal referendum non si può permettere che l’acqua “bene universale” si apra alle speculazioni capitalistiche a danno dei territori e del popolo.

La crisi pandemica con tutte le relative conseguenze ci impone un cambio di rotta che dieci anni fa era già stato sancito dalla volontà popolare.

Antonella Cirese