Quei criminali deforestatori dell’Amazzonia

La foresta amazzonica, patrimonio naturale preziosissimo, fondamentale per l’esistenza del nostro Pianeta, ha tra i suoi peggior nemici le organizzazioni di taglialegna, le lobby che li proteggono e la corruzione. Secondo il WWF, dal 1988 al 2017, è andata persa in media ogni anno una superficie di foresta tropicale pari a 12.000km2, con dei picchi di deforestazione fino a 28.000km2. ​“La principale causa che minaccia la sopravvivenza del polmone verde del nostro Pianeta è la deforestazione: solo nel territorio brasiliano stiamo perdendo una superficie di foresta pluviale equivalente a oltre tre campi da calcio al minuto”, sostiene il Fondo Mondiale per la Natura.

La settimana scorsa, come ha riportato il sito Organized Crime And Corruption Reporting Project, la Corte Suprema brasiliana (STF) ha aperto un’indagine nei confronti del ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles, in merito ad accuse su un suo presunto tentativo di ostacolare ispezioni ambientali relative ad un importante sequestro di legname tagliato illegalmente. 

La decisione della Corte, firmata dal giudice STF Carmen Lúcia, fa seguito a una petizione dell’ufficio del procuratore generale, nata da una denuncia presentata a marzo dal sovrintendente dell’ Amazon Federal Police, che ha accusato Salles di aver usato la sua posizione di alto funzionario per agevolare gli interessi dei taglialegna e ostacolare un’indagine relativa a reati ambientali. 

Secondo le accuse, che restano tali fino a sentenza definitiva, il ministro avrebbe ostacolato un’indagine della polizia sul sequestro di oltre 226.000 metri cubi di legno estratto illegalmente, per un valore stimato di circa 25,5 milioni di dollari. Il sequestro faceva parte di un’operazione condotta lo scorso dicembre contro il contrabbando illegale di legno estratto dall’Amazzonia. 

Il ministro, soprannominato “The Terminator” dagli attivisti per il clima brasiliani, ha negato le accuse, mentre un suo consigliere ha dichiarato al quotidiano brasiliano “O Globo” che l’indagine sarebbe stata “una buona opportunità per chiarire gli eventi”.

La sopravvivenza dell’Amazzonia, come abbiamo già ricordato su queste pagine, è minacciata continuamente da incendi, deforestazione abusiva, furti di fauna, e da una corruzione sempre in piena.

Ciro Troiano