Il pit da rapina

Sono ormai passati 25 anni da quando analizzai le forme e le modalità di sfruttamento degli animali ad opera della criminalità organizzata e individuai le cinque funzioni che gli animali, loro malgrado, svolgono nella cultura e dei sistemi mafiosi. Una di questa è la funziona intimidatoria: cani da presa scagliati contro le forze dell’ordine, per commettere intimidazioni, rapine, furti, per spacciare stupefacenti. È ovvio che la funzione è quella di, come dire, “scoraggiare” eventuali controlli. La funzione intimidatoria viene esercitata anche attraverso gli “avvertimenti”. Spesso le prime vittime sono proprio loro, i “familiari” più deboli: i gatti e i cani uccisi o rubati. Se la lezione non basta, allora si alza il tiro. Infine, vi sono gli avvertimenti recapitando alle vittime animali morti o parti di essi.

Alcune notti fa a Milano, i carabinieri hanno tratto in arresto per rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale un ragazzo marocchino di 22 anni, con numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti. La pattuglia era stata fermata da due ragazzi tedeschi che hanno riferito di essere stati, poco prima, rapinati di due collanine e aggrediti da due persone che avevano scagliato loro contro due pit bull, uno dei quali aveva morso alla gamba una vittima. Poco dopo i carabinieri hanno individuato tra la folla i rapinatori. L’equipaggio ha intimato ai due soggetti di legare i cani ad una ringhiera situata nelle vicinanze. Mentre uno dei due, non identificato, legava il proprio cane, l’altro ha scagliato il pit bull contro uno dei militari, il quale è stato ripetutamente morso prima al braccio destro e, successivamente, ad entrambi gli arti inferiori. Dopo aver tentato in ogni modo di divincolarsi dal cane, spruzzando anche lo spray in dotazione, ma senza sortire effetto, secondo la ricostruzione, il militare aggredito ha esploso due colpi con la pistola d’ordinanza colpendo l’animale che, ferito, si è allontanato. Sono arrivate altre pattuglie che sono state accolte dal lancio di bottiglie di vetro.

Uno degli aggressori è stato bloccato e arrestato, ed è stato trovato in possesso di uno spray urticante e di due grammi di hashish. Una delle vittime della rapina, un ragazzo tedesco, è stato trasportato in codice verde in ospedale per un morso da cane alla gamba destra, per essere poi dimesso con prognosi di sei giorni. Il militare ferito è stato ricoverato in osservazione per plurime ferite da morso di animale al braccio destro e ad entrambi gli arti inferiori. L’animale, fuggito, è stato rintracciato presso una clinica veterinaria, ferito ma in buone condizioni. Purtroppo, si registrano anche due persone ferite di striscio da schegge dei proiettili.
Nel caso specifico, secondo quanto emerso, si tratta di un duplice utilizzo criminale dell’animale: come arma per commettere una rapina e come arma per ostacolare l’intervento delle forze dell’Ordine. Le prime vittime, manco a dirlo, sono innanzitutto gli animali che vengono sfruttati in attività simili, con il corollario di privazioni e maltrattamenti che accompagnano casi simili.

Per prevenire fattispecie simili, sia ai fini della salvaguardia dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, ma soprattutto per prevenire tali forme di maltrattamento di animali, riteniamo, come chiediamo da anni ormai, che debba essere varata una norma che proibisca a delinquenti abituali o per tendenza, a pregiudicati per delitti contro la persona, contro il patrimonio o contro gli animali di possedere cani a rischio sfruttamento in attività criminali, come pit bull e simili.
Se fosse stato in vigore questo divieto, il soggetto arrestato, non sarebbe potuto andare in giro indisturbato con il pit bull e ora non avremmo altre vittime. Né umane né animali.

Ciro Troiano