A tu per tu con Corrado La Forgia, neo vice presidente di Federmeccanica

Da pochi giorni è stato nominato vice presidente di Federmeccanica. Lui è Corrado La Forgia,  Amministratore Delegato della Bosch VHIT di Offanengo, specializzata nella progettazione, produzione e vendita di componenti per powetrain automotive. E’ vice Presidente, con delega all’Innovazione, di Confindustria Cremona e membro della Task Force di Federmeccanica “Liberare l’ingegno” sui temi Industria 4.0. Appassionato di temi riguardanti l’innovazione e le nuove tecnologie abilitanti, è anche autore, insieme a Nicola Intini, Luca Beltrametti e Nino Guarnacci, del libro ‘La Fabbrica Connessa – La manifattura italiana (attra)verso Industria 4’ (Edizioni Angelo Guerini e Associati S.r.l.), oltre che di articoli su riviste specializzate sempre sul tema I4.0. Lo abbiamo incontrato

Si aspettava una questa nomina?

In Federmeccanica abbiamo un gruppo di lavoro che si occupa di innovazione e temi afferenti a Industria 4.0 già dal 2016. E’ un gruppo consolidato fatto di manager d’impresa, accademici e professionisti che studiano i temi e realizzano iniziative volte a diffondere la consapevolezza di quello che si può fare con le nuove tecnologie abilitanti.  Considero la nomina come una evoluzione di questo percorso e quando Federico Visentin, nuovo Presidente di Federmeccanica, me lo ha proposto non ho avuto molti dubbi.

Sono rimaste impresse le sue iniziative legate all’ ambiente e alla famiglia con l’apertura dell’ azienda ai partenti  e le molteplici attività che hanno coinvolto le famiglie dei dipendenti.

Perché proprio lei?

Al mio posto, le garantisco, avrebbero potuto accedere anche tante amiche e amici di viaggio; gente che ha dimostrato spirito di servizio e competenza. Forse la differenza sta nel fatto che anche nei momenti di difficoltà tendo sempre a trascinare il gruppo, conscio che troveremo sicuramente una soluzione. Uno dei suoi cavalli di battaglia è quello di mettere sempre l’uomo al centro, quindi la tecnologia a servizio, supporto dell’uomo.

È un incarico prestigioso,  ma anche molto impegnativo. Ci dice qualcosa sui programmi che ha in mente?

L’obiettivo fondamentale è quello di contribuire a dare competitività e sostenibilità alle imprese, specie alle PMI, vera spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per farlo dobbiamo contribuire, per quanto possiamo, a diffondere e con diverse iniziative la consapevolezza su come si possono e devono utilizzare le nuove tecnologie. Avendo bene in mente, però, che l’utilizzo distorto può portare a risultati negativi. Invece noi dobbiamo puntare al miglioramento della competitività e della sostenibilità con il parallelo miglioramento delle condizioni lavorative dell’uomo; e vi garantisco è possibile.

È una tappa importante del suo cammino professionale…

E’ un incarico che si somma all’attività primaria che è quella di sviluppare l’azienda per cui lavoro. L’impegno in Federmeccanica è più focalizzato allo studio, al confronto e alla comunicazione: ci vuole tanto spirito di servizio e la capacità di lavoro di gruppo per utilizzare al meglio il poco tempo a disposizione.

Passiamo al lato privato. Lei è un appassionato sportivo e un ecologista convinto. Quanto per lei sono importanti le passioni?

La passione è un ingrediente fondamentale: Spesso lo dico ai miei amici e colleghi, che non lo capiscono in prima battuta, visto che ricorro ad un termine dialettale nostro: se devi fare qualcosa la devi fare con “priscio”, un termine che, dalle mie parti, sta ad indicare qualcosa di più del semplice entusiasmo.

Che differenza c’è, se c’è, nel modo di lavorare in Puglia e al nord dove attualmente risiede?

Ho la fortuna di lavorare in un ambiente internazionale: in azienda abbiamo molte nazionalità diverse e parliamo in inglese; in questo senso la differenza Nord Sud la sento molto poco. Conosco, però, molte aziende sul territorio nazionale e le garantisco che ci sono eccellenze ovunque; a Nord abbiamo solo una concentrazione più alta d’impresa con una capacità d’investimento e capitalizzazione più alta delle imprese al Sud.

Una delle sue passioni sono i viaggi. C è un luogo che l’ha particolarmente colpita?

La Cina è il luogo che mi colpisce di più: prima del Covid ci recavamo con una certa frequenza perché abbiamo siti produttivi. Colpisce la loro visione strategica: sanno esattamente dove vogliono andare e come ci vogliono arrivare. Mi spiegavano che le migliori menti universitarie vengono subito assunte nelle strutture di governo pubbliche alla fine dei loro studi e vengono  impegnate nella elaborazioni di strategie e piani di attuazione. Si parla di tecnocrazia basata sulla competenza e se sommiamo questo alla capacità enorme di investimento si giustifica facilmente  quello che loro stanno facendo. Questo non significa che sia il paese migliore del mondo ma se penso a quello che facciamo fare, spesso, alle nostre menti migliori qualche interrogativo me lo pongo.

Paola Copertino