Nuove regole per matrimoni e spiagge

Con la campagna vaccinale a pieno ritmo e con la minor pressione dei casi negli ospedali, compreso l’abbassamento della curva pandemica, cambiano le regole in diverse situazioni.

Invitato a nozze? Non serve il green pass. Accesso libero per le spiagge

Salta l’obbligo del certificato vaccinale per partecipare ai ricevimenti: protocollo basato solo su distanziamento. Sia negli stabilimenti balneari sia nelle spiagge libere non è previsto il numero chiuso. Ma ombrelloni e zone d’ombra vanno riorganizzate per evitare assembramenti.

Le spiagge si stanno attrezzando con aree più ampie per famiglie o componenti dello stesso nucleo in modo tale da garantire il distanziamento.

Nei ristoranti l’obbligo di mascherina vige solo quando non si è seduti

Se al ristorante saltano i limiti al tavolo, per le feste di nozze salta il Green pass, dopo il Covid manager e il numero chiuso per gli invitati. E niente accesso limitato nemmeno per le spiagge. Queste alcune delle misure contenute nelle linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali aggiornate alla luce del decreto sulle riaperture del 18 maggio.

Molti quindi tirano un sospiro di sollievo perché si torna a lavorare in quanto i ristori o i rimborsi non avevano coperto costi fissi e spese.

Per partecipare ai ricevimenti niente green pass.  Il  settore con tutto il suo indotto è stato colpito, causa coronavirus,  da  una grave crisi che ha interessato tanti professionisti: fotografi, dg, parrucchieri, fiorai , wedding planner, sale ricevimenti ed atelier.

Fondamentale il distanziamento tra i tavoli

Un altro passo avanti quindi per la rinascita del settore wedding, tra i più colpiti, e dimenticati, dalla pandemia. Di fatto con le ultime novità, il protocollo che era stato validato attenua la stretta e arriva a basarsi solo sul distanziamento dei tavoli.

Green pass via anche per la privacy

Via, infatti, all’obbligo del green pass (certificato vaccinale, certificato di guarigione o tampone negativo) per partecipare alle feste. Il motivo? Anche per questioni di privacy. E questo dopo che era già stata eliminata la figura del covid manager e il limite degli invitati.

Spiagge libere e stabilimenti balneari senza numero chiuso

Nessun numero chiuso nemmeno per gli stabilimenti balneari e nelle spiagge libere. Naturalmente gli spazi degli stabilimenti vanno organizzati per evitare gli assembramenti: va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra gli ospiti. E va favorito l’ampliamento delle zone d’ombra per prevenire gli assembramenti, soprattutto durante le ore più calde.

In questo senso tutte le spiagge si stanno attrezzando ed organizzando.

Per quanto riguarda gli ombrelloni vanno adeguatamente distanziati in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. E tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro.

Alcune addirittura stanno dotando i loro clienti di stoviglie, piatti e bicchieri personali e da riutilizzare anche per dare una mano all’ambiente evitando  il consumo di plastica.

Al ristorante senza più limiti al tavolo

 Nei ristoranti e nei bar (che dal 1° giugno offriranno in tutta Italia servizio ai tavoli anche al chiuso – un giorno prima, dal 31 maggio, nelle tre regioni in zona bianca) via la mascherina per chi è seduto al tavolo, anche se non sta consumando. Inoltre, non è più necessario «definire il numero massimo di presenze contemporanee, all’aperto e soprattutto al chiuso», e salta il limite dei 4 commensali non conviventi che possono sedere allo stesso tavolo.

Per il resto va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra i clienti di tavoli diversi. E sono invariate le regole sui menu che devono essere consultabili attraverso soluzioni digitali oppure su carta plastificata.

Su tutto vale sempre una sola regola: maturità e responsabilità da adottare in tutte le situazioni per il bene di se stessi e degli altri.

Paola Copertino